SIR, Quotidiano, 28 marzo 2003 - 13:13

IL PAPA: NEL SACRAMENTO DELLA PENITENZA, "DOVEROSA ADESIONE AL MAGISTERO DELLA CHIESA"

"Il sacerdote, in quanto ministro del sacramento della penitenza, deve usare la carità, anzi la giustizia di riferire, senza varianti ideologiche e senza sconti arbitrari, l’insegnamento genuino della Chiesa. In particolare, desidero richiamare la vostra attenzione sulla doverosa adesione al Magistero della Chiesa circa i complessi problemi che si pongono in campo bioetico e circa la normativa morale e canonica nell’ambito matrimoniale". È quanto ha ricordato questa mattina Giovanni Paolo II ai partecipanti al corso sul Foro interno promosso dalla Penitenzieria Apostolica, ricevendoli in udienza nella Sala Clementina. Il sacerdote, ha detto il Papa, "deve offrire ai fedeli la carità dell’accoglienza premurosa, senza avarizia del suo tempo e senza asperità o freddezza del tratto". Il Pontefice si è quindi soffermato "sul privilegiato rapporto che esiste tra il sacerdozio e il sacramento della Riconciliazione, che dal presbitero deve essere innanzitutto ricevuto con fede ed umiltà, oltre che con convinta frequenza". Difatti, "al valore intrinseco del sacramento della Penitenza, in quanto ricevuto dal sacerdote come penitente, si aggiunge la sua efficacia ascetica come occasione di esame di se stessi, e quindi di verifica, lieta o dolente, del proprio livello di fedeltà alle promesse. Esso inoltre è momento ineffabile di ‘esperienza’ della carità; è sfogo di delusioni e amarezze forse ingiustamente inflitteci: è balsamo consolatore per le molteplici forme di sofferenza da cui è segnata la vita". Inoltre, "il sacramento della Penitenza, se ben amministrato e ricevuto, si rivela strumento principe di discernimento vocazionale". Il Santo Padre ha infine ribadito "il preciso dovere di non coltivare, ed ancor più di non manifestare in sede sacramentale, valutazioni personali non rispondenti a ciò che la Chiesa insegna e proclama".