Avvenire, 5 aprile 2003
Reporters sans frontières: "Non dimentichiamo quel che succede all'Avana, prigione di giornalisti"
Nonostante la guerra in Iraq e l'antiamericanismo che impazza, in Francia c'è chi continua a tener d'occhio le violazioni dei diritti umani che dittatori di ogni colore compiono in giro per il mondo. Per l'ennesima volta in questi giorni il dito è puntato sulla Cuba di Fidel Castro. Il paradiso dei turisti e degli occidentali in cerca di avventure a buon mercato che sistematicamente si fa prigione per gli intellettuali locali in cerca di libertà. Così ieri mattina a Parigi una ventina di membri dell'organizzazione Reporters sans frontières, insieme a intellettuali cubani e francesi, ha occupato l'ufficio del turismo cubano. Un gesto di protesta per la nuova ondata di arresti di dissidenti da parte del regime castrista. Lo slogan è "non dimentichiamo quello che sta succedendo all'Avana", dove nelle ultime settimane sono stati incarcerati 78 uomini e donne fra i quali 24 giornalisti. In particolare Rsf denuncia che Cuba è diventata la più grande prigione di giornalisti del mondo.