[rivista progressista] Adista n. 27, 5 aprile 2003
Proteste un po' sinistre. I sospetti del Card. Ruini sui pacifisti
DOC-1341. ROMA-ADISTA. Come Berlusconi e la sua degna compagine governativa, il card. Camillo Ruini, presidente della Conferenza episcopale italiana, non si fida affatto di chi si mobilita contro la guerra in Iraq, e, come Berlusconi, dall'apparente plauso delle iniziative pacifiste passa subito alla denigrazione. Infatti il cardinal presidente, nella sua prolusione al Consiglio permanente della Cei aperto il 24 marzo, mentre vanta sia "la straordinaria accoglienza e risonanza" avute "da tutta l'azione del Santo Padre" a favore della pace, sia "la straordinaria mobilitazione di uomini e donne, giovani e ragazze quasi ovunque nel mondo", immediatamente dà voce al suo sospetto che le mobilitazioni non siano sincere: "Occorre certamente un costante discernimento - avverte nel passo successivo - affinché l'impegno per la pace non sia confuso con finalità e interessi assai diversi, o inquinato da logiche che in realtà sono di scontro". Solo la pace acclamata dal papa è degna di fede perché "libera la pace stessa dalla presa delle ideologie". Punto fondamentale, questo, per il presidente della Cei, sempre angosciato dalle ideologie. Quelle 'comuniste', evidentemente, giacché Ruini non teme quelle portate dall'Occidente, o non vede che ve ne siano. Preoccupazione del cardinale è infatti che l'Occidente si mantenga saldo "nel patrimonio di valori che rimane comune" e che non si trovi impegnato in "uno scontro di civiltà, che per di più potrebbe tragicamente richiamarsi a malintese motivazioni religiose".
Ruini manifesta preoccupazione anche per la crisi dell'Onu e dell'Unione Europea, minimamente accennando al fatto che coloro che hanno originato tale situazioni sono i Paesi che hanno attaccato l'Iraq. (…)