Il Giornale, 7 aprile 2003

ATENEI AMERICANI

Troppi docenti pacifisti e gli studenti si ribellano

da Washington

Da quando mondo è mondo non era mai successo che gli studenti universitari sentissero il bisogno di dire basta alle dimostrazioni di protesta e chiedessero ai professori di tornare in classe. "Vogliamo studiare, non perdere tempo a protestare contro la guerra" è l’urlo che si sente sempre più spesso nei campus d’America.

I professori universitari americani, che erano studenti ai tempi della guerra del Vietnam, sono invecchiati ma hanno conservato le antiche abitudini. Organizzano marce e manifestazioni pacifiste. La maggioranza degli studenti invece è cresciuta in un paese profondamente cambiato, vuole laurearsi presto e cominciare a fare denaro, e dice basta agli insegnanti che le fanno perdere ore di lezione e approfittano di ogni occasione per criticare l’amministrazione Bush.

Le parti si sono invertite. Chi ha più di 50 anni vede la guerra in Irak con la stessa ottica pacifista adottata durante il conflitto in Vietnam. Chi ha meno di 30 anni è ancora traumatizzato dall’attacco dell’11 settembre, condivide gli obiettivi dei conservatori e giustifica la guerra preventiva.

Alla University of Wisconsin il giornale studentesco ha pubblicato un severo editoriale in cui denuncia una professoressa che ha annullato una lezione per permettere alla classe di partecipare ad una marcia contro la guerra. Il rettore della Irvine university in California è stato costretto dagli studenti a mandare un memorandum a tutti i professori in cui si chiede di non parlare della guerra in Irak in classe se non rientra nell’argomento della lezione.

Nel refettorio dell’Amhest College in Massachusetts gli studenti sono intervenuti buttando fisicamente fuori alcuni professori che avevano osato presentarsi all’ora di pranzo brandendo poster contro l’intervento armato americano. L’Amhest ha dei precedenti di proteste spettacolari: nel 1972 mille studenti, 20 professori, il preside John William Ward e la moglie avevano organizzato un sit all’interno della base militare di Westover. John William, ritenuto responsabile dell’intrusione nella base, era stato arrestato dalla polizia militare.

"Ci sono dei casi in cui è necessario dire basta – ha spiegato Jack Morgan uno degli studenti che guida la protesta contro i professori-dimostranti. Qui non si tratta di favorire la discussione su un argomento o portare avanti un certo punto di vista. Qui si tratta di gente che vuole inculcare negli allievi le proprie idee e trasformarli in pappagalli".

Addirittura in università note come bastioni pacifisti, dove le guerre sono sempre state condannate, tipo gli atenei di Berkeley in California o Cambridge in Massachusetts, questa volta le proteste contro la guerra sono state messe a tacere. La maggior parte degli studenti sono con Bush.

[MCh]