Corriere della Sera, 10 aprile 2003
Condanne e 78 arresti. Rizzo, Pdci: errori veniali. Bassolino pensa al viaggio, Moffa, Burlando e tanti altri sono già andati
Giro di vite di Castro, ma la sinistra (e non solo) vola a Cuba
L’ultimo di cui si è saputa la sorte si chiama Prospero Gainza Aguero. Il giudice lo ha condannato a 30 anni di carcere, per "delitti contro la sicurezza dello Stato". Processi farsa, celebrati per concludere "l’ola represiva" inaugurata da Fidel Castro il 18 marzo, con l’arresto di 78 dissidenti, considerati "mercenari". Scelta di tempo non casuale, secondo molti, perché una retata durante la guerra poteva passare inosservata.
Pochi giorni prima, aveva messo piede all’Avana, ultimo di una lunga serie di politici italiani, il sottosegretario agli Esteri Mario Baccini. Una visita rapida, per festeggiare l’arrivo di otto suore brigidine e inaugurare un Istituto culturale italiano: neanche il tempo per spendere qualche parola contro il regime.
Cuba rimane la meta prediletta di molti politici italiani: per fascinazione ideologica o semplice richiamo commerciale. Il primo caso è quello dei Comunisti italiani, che a gennaio hanno firmato un accordo con il Partito comunista cubano diventandone il "referente politico per l’Italia". La svolta repressiva non ha cambiato nulla, secondo il capogruppo alla Camera Marco Rizzo: "Sono errori veniali che possono capitare a un Paese accerchiato, con un embargo terribile. Cuba, nell’America Latina, è l’unica a garantire giustizia e libertà". Libertà, dice Rizzo che "tra Nicaragua e Cuba" sceglie Cuba". E tra Cuba e Stati Uniti? "Da parlamentare potrei permettermi di dire Usa, se fossi operaio sceglierei Cuba".
Che la revolución mantenga un certo richiamo nella sinistra è innegabile. Se i Ds con Fassino chiedono che il governo si attivi per la liberazione dei dissidenti, Villetti (Sdi) si lamenta: "Certa sinistra, anche nell’Ulivo, dovrebbe smetterla di difendere Castro".
A Torino, domani si terrà un convegno sulle "Donne nelle lotte di liberazione", presente l’ambasciatrice cubana in Italia. Di fronte alle proteste del segretario regionale Ds, Pietro Marcenaro - "non passate sotto silenzio la repressione castrista" - hanno replicato indignati Comunisti italiani, Verdi e una consigliera Ds. "Sarebbe ora - dice Marcenaro, che a gennaio ha incontrato alcuni dissidenti all’Avana - che la sinistra si accorgesse che non esistono totalitarismi buoni". I fulminati, o quasi, sulla via dell’Avana sono stati molti e di tutti i colori politici: da Michelini (FI) a Burlando (Ds), da Carra (Margherita) ad Andreotti. Tra gli ultimi Silvano Moffa, presidente della Provincia di An, appena tornato dall’Avana per trattare la ricostruzione del centro. "Una oportunidad increíble" avrebbe dichiarato Moffa al quotidiano di regime Granma. Un viaggio "muy interesante, en la cual Moffa apreció la realidad cubana". Che la svolta repressiva, come dice Mario Vargas Llosa, "sia la naturale espressione di una dittatura che ha negato i diritti umani per anni" non interessa granché, quando si tratta di rapporti commerciali: a destra, vedi la Lombardia di Formigoni, e a sinistra, vedi la Campania di Bassolino. Quest’ultima è impegnata a riconvertire in allevamenti bufalini 70 dei 156 zuccherifici locali. "Un programma Onu" sottolineano dall’entourage di Bassolino, che potrebbe presto volare a Cuba. Ancora più solidi i legami con la Lombardia, che si occupa del recupero del centro dell’Avana. Formigoni (due volte a Cuba) fa sapere di aver scritto, quattro giorni fa, una lettera di protesta a Castro. Per ora nessuna risposta.
Alessandro Trocino