Corriere della Sera, 19 aprile 2003

LA MEDIAZIONE

L’annuncio di Berlusconi: incontrerò il Patriarca. Il Papa andrà in Russia

ROMA - Silvio Berlusconi lo ha confermato pubblicamente: il Vaticano gli ha chiesto di dare una mano per permettere al Papa di fare scalo a Kazan, capitale della Repubblica autonoma russa del Tatarstan, durante il volo da compiere per la visita in Mongolia prevista a fine agosto. "Ho operato affinché il viaggio del Papa in Russia possa compiersi", ha fatto sapere il presidente del Consiglio verso la fine della sua conferenza stampa di ieri con il primo ministro russo Mikhail Kasyanov, in Italia fino ad oggi.

Berlusconi ha fornito alcuni dettagli, a cominciare da un suo appuntamento in agenda con il Patriarca della Chiesa Ortodossa Alessio II, il quale, almeno fino a ieri, era risultato restìo al passaggio del Pontefice in terra russa. "Sono contento del fatto che, su impulso della Santa Sede, a seguito di quanto avevo chiesto, mi è stata anticipata da Vladimir Putin la possibilità di un incontro con il Patriarca", ha detto. "Con date precise",

ha aggiunto.

Su un altro aspetto, Berlusconi è stato anche più circostanziato: "Sono state superate difficoltà, ad esempio quella di appurare se l’icona che il Santo Padre vorrebbe riportare in Russia sia autentica. Sono venuti in Italia esperti russi per una perizia. E ne ha confermato l’autenticità".

Ne discende, stando al presidente del Consiglio, una valutazione importante sulla visita, storica anche se breve. "Sappiamo che può avvenire", ha affermato Berlusconi. E lo ha detto dopo una telefonata con Putin, avuta giovedì.

Che il Vaticano si rivolga al governo italiano come intermediario verso Stati con i quali ha meno facilità di comunicazione - fu il caso dell’Urss, lo è tuttora di Cina e Russia - non è una novità. Successe con Moro, con Andreotti, ma anche con non democristiani come Craxi e Spadolini. Inusuale è che le intermediazioni vengano rese note in diretta dal presidente del Consiglio. Le prossime puntate chiariranno se si tratta soltanto di una novità stilistica di Berlusconi, incline a sostituire il protocollo con un suo modo di fare, o di qualcosa dettato dall’esito verso il quale i contatti sono già indirizzati.

Ogni volta che Giovanni Paolo II è riuscito ad andare in Paesi a maggioranza ortodossa, questo è avvenuto con l’aiuto dei governi locali, perché all’inizio i Santi Sinodi erano contrari. Fu così in Romania, Georgia, Grecia, Bulgaria. A far sapere che in agosto il Papa vorrebbe restituire un’icona del XVI secolo, la Nostra Signora di Kazan, era stata lunedì la radio polacca Rmf Fm , sulla base di voci circolate in Vaticano.

M. Ca.