Avvenire, 20 aprile 2003
Spari sulla Via Crucis in Colombia
BOGOTA'. Tre persone, tra cui un ragazzo quattordicenne e un soldato, sono state uccise l'altra sera in Colombia dopo che presunti uomini delle Farc, il gruppo rivoluzionario marxista, hanno aperto il fuoco contro le forze dell'ordine che scortavano la Via Crucis a El Dolores, 200 chilometri a sud-est di Bogotà. Il corteo era appena partito da un parco quando sono stati uditi spari, che hanno creato panico tra la folla. I terroristi hanno preso di mira i poliziotti, ma un ragazzo è stato colpito a morte nel trambusto. Altri tre civili sono rimasti feriti. Dopo la sparatoria i terroristi sono riusciti a fuggire.
L'episodio ha causato commozione in tutta la Colombia: "È un atto demenziale - ha commentato il cardinale primate di Colombia, Pedro Rubiano - un'azione inqualificabile. È una violenza alla vita, alla fede della gente e per questo tutti condanniamo questo atto". Secondo la ricostruzione fatta dalla polizia, una quindicina di guerriglieri delle Farc si sono mescolati ai fedeli in processione e ad un segnale convenuto sono entrati in azione cercando di uccidere il sindaco di Dolores, Mercedes Ibarra.
La sparatoria alla Via Crucis di El Dolores è avvenuta ad appena un giorno dalla morte di Orlando Ropero, il bambino di 10 anni ucciso dallo scoppio di una bicicletta-bomba che alcuni sconosciuti gli avevano chiesto di portare verso un posto di blocco militare a Fortul (dipartimento di Arauca) in cambio dell'equivalente di 30 centesimi di euro. Proprio l'altra sera, appena appresa la notizia, il cardinale Rubiano aveva lanciato una durissima accusa la celebrazione del rito della Passione. "Coloro che hanno causato questo - aveva detto riferendosi alla morte del piccolo Orlando - sono sotto la maledizione di Caino".