Libero, 23 aprile 2003

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L'INIZIATIVA DI LIBERO: Pioggia di messaggi per salvare la vita al dissidente cubano

ROMA – La posta elettronica del presidente della Repubblica è stata inondata di messaggi che chiedono l’asilo politico per Oriel. La campagna di "Libero" per salvare la vita al dissidente cubano è un successo di informazione. Per ora. Ma ciò che conta è trasformarla in un successo reale. I tantissimi politici, giornalisti, scrittori, attivisti per i diritti umani, reduci del regime cubano e anche diplomatici che hanno dato un seguito al nostro appello e hanno spedito le e-mail direttamente al Quirinale ci stanno concretamente provando.

Così ha fatto Armando Valladares, già diplomatico e anche prigioniero nelle carceri di Fidel Castro per ventidue anni, che prima si è messo in contatto con Oriel e poi ha scritto al presidente Ciampi.

Così ha fatto l’europarlamentare liberal Graham Watson che già si era occupato del caso del dissidente cubano presso l’ambasciata italiana a Londra: il deputato ha criticato più di una volta le motivazioni con le quali la commissione italiana per il riconoscimento dei diritti del rifugiato ha respinto la richiesta di asilo politico di Oriel. Anche lui ha voluto far sentire la sua voce al capo dello stato.

Ma alla presidenza della Repubblica il caso di Oriel non era sconosciuto. Fu proprio il presidente Ciampi ad attivarsi nel 2001 perché Oriel non fosse rispedito a Cuba. Il permesso di soggiorno Oriel lo ha ottenuto proprio grazie all’intervento del presidente Ciampi. Ora quello stesso permesso temporaneo è scaduto. Ciampi è chiamato a fare di nuovo la sua parte.

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Pag. 6:

A Strasburgo Forza Italia chiede all'Europa di intervenire a favore dell'esule cubano. Fassino e Rutelli condannano Fidel

"Scenderemo in piazza per difendere Oriel" – Il movimento diritti civili: manifesteremo per evitare che l’anti-castrista faccia la fine degli altri dissidenti

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Pag. 7:

Scrittori, politici, giornalisti, studenti, attivisti per i diritti umani. Tutti si schierano dalla parte dell'esule

IL QUIRINALE SI MUOVE PER L'ESULE CUBANO

Firma l'appello anche l'europarlamentare inglese Graham Watson

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Hanno passato tutto il giorno a scaricare e-mail, ieri, all’ufficio stampa del Quirinale per non far intasare la casella di messaggi. Erano già 700 alle 18. Per non contare quelli andati persi. Per ottenere l’accesso all’indirizzo del Quirinale, infatti, bisogna seguire un viatico ben preciso. E cioè: indicare chiaramente il nome, cognome e indirizzo postale tradizionale del mittente. Due: non superare la lunghezza di 50 kb (10 pagine circa). Infine: non contenere allegati. Tutti i messaggi che non rispettano questo formato vengono automaticamente rispediti al mittente. Molti simpatizzanti di Oriel lo hanno chiamato ieri segnalando il loro fallito tentativo di invio. A quanti come loro ci abbiano provato, non resta che ritentare rispettando queste coordinate, suggerisce il Quirinale.

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L'APPELLO DA INVIARE A CIAMPI, CASINI E PERA

Ecco il testo da inviare via e-mail o via fax ai vertici istituzionali per spingere lo Stato italiano a concedere all’esule cubano Oriel de Armas Peraza asilo politico nel nostro Paese. A De Armas, al quale è scaduto il permesso di soggiorno, non viene riconosciuto lo status di dissidente e rischia perciò di venire riconsegnato fra due mesi alla polizia castrista.

Al Presidente della Repubblica

Dott. Carlo Azeglio Ciampi

e-mail: presidenza.repubblica@quirinale.it

Al Presidente della Camera

On. Pierferdinando Casini

e-mail: Casini_p@camera.it

fax:06/6789139

Al Presidente del Senato

Sen. Marcello Pera

e-mail: m.pera@senato.it

fax: 06/67062022

Petizione popolare sul caso di Oriel de Armas Peraza

I seguenti cittadini della Repubblica italiana

In nome dei principi contenuti dalla nostra carta Costituzionale e di quelli contenuti nelle Convenzioni internazionali sui diritti umani cui l'Italia aderisce, chiedono di esaminare con la massima attenzione la richiesta di asilo politico inoltrata ai competente uffici dal cittadino cubano Oriel De Armas Peraza, tenuto conto che lo stesso ha svolto a Cuba attività in favore dei diritti civili e dell'affermazione della democrazia, per cui è stato perseguitato dal regime di Fidel Castro e rischia la vita in caso di rientro a Cuba.

(segue firma del o dei cittadini)

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