Il Giornale, 30 aprile 2003

L'Onu mette Castro a difendere i diritti umani

Gli Usa: è come dare in mano le carceri ad Al Capone. E ieri Montecitorio

ha votato contro L'Avana

da ROMA

Mentre Montecitorio decide l’embargo sugli aiuti a Cuba, l’Onu le dà addirittura un posto nella Commissione per i diritti umani. E se ovviamente s’infuria la Casa Bianca. Colin Powel annuncia già nuove misure politiche nei confronti di quel regime che ha impresso un giro di vite proprio sui diritti umani, cosa volete che facciano i nostri? Morire per Cuba? No grazie, ha risposto Piero Fasssino e persino Fausto Bertinotti, lasciando soli i comunisti cossuttiani a reggere con orgoglio e fedeltà la bandiera di Fidel, "noi siamo con Cuba" ha scandito Marco Rizzo del Pdci. Così, il risultato casalingo dei nobile dibattito parlamentare tenutosi ieri a Montecitorio è solito, "sinistra divisa e Ulivo spaccato". (…)

L’intera sinistra italiana ha sostenuto per anni il regime cubano, "deve assumersi le proprie responsabilità" e non può sperare in un "aiuto demagogico all’ultimo momento su pezzetti di mozione", spiega La Russa [capogruppo di An]. (…)

Il risultato più concreto sul piano internazionale è che la Camera ha impegnato il governo a "sospendere tutti i programmi di aiuto pubblico allo sviluppo" della Repubblica cubana, almeno sino a quando quel governo non smetterà di eseguire condanne capitali e arresti di oppositori politici. Gli aiuti devono essere bloccati "sia a livello bilaterale sia a livello multilaterale" e il governo è sollecitato ad "adoperarsi" per un’intesa con gli altri partner europei. (…)

E mentre il nostro Parlamento s’occupava di Castro, dal Palazzo di Vetro giungeva notizia che proprio Cuba è entrata a far parte della Commissione per i diritti umani dell’Onu. "È come dare ad Al Capone la responsabilità del sistema penitenziario" ha lamentato il portavoce della Casa Bianca , Ari Fleischer. Da L’Avana il presidente del Parlamento cubano ha replicato: "Ci accusano, ma tacciono sulla repressione esercitata nel loro Paese. Bush? È come Hitler". Ma il segretario di Stato americano Powel ha annunciato ugualmente che "stiamo rivedendo le nostre politiche e il nostro approccio nei confronti di Cuba"

[GP]