RADIO VATICANA – Radiogiornale / IL PAPA E LA SANTA SEDE
14 maggio 2003
La figlia del Doge diventa Santa: Virginia Centurione Bracelli. Stupì Genova per il suo amore ai poveri
- A cura di Giovanni Peduto -
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Nasceva nel 1587 a Genova dal doge della Repubblica, Giorgio Centurione, che la volle sposa a Gaspare Grimaldi Bracelli, giovane e ricco erede di illustre casata, incline ad una vita sregolata e al vizio del gioco. Dall’unione nacquero due bambine: Lelia e Isabella.
La vita coniugale di Virginia fu di breve durate. Gaspare Bracelli, infatti, nonostante il matrimonio e la paternità, non abbandonò lo stile di vita gaudente, tanto da ridursi in fin di vita. Virginia, con silenziosa pazienza, preghiera e amabile attenzione, cercò di convincere il marito ad una condotta più morigerata. Purtroppo, per le sue sregolatezze, Gaspare si ammalò, ma si spense cristianamente nel 1607. Rimasta vedova a soli 20 anni, Virginia fece voto di castità perpetua, rifiutando l’occasione di seconde nozze propostale dal padre e visse ritirata in casa della suocera, curando l’educazione, e l’amministrazione dei beni, delle figlie e dedicandosi alla preghiera e alla beneficenza.
Nel 1610 sentì più chiaramente la particolare vocazione a "servire Dio nei poveri". Pur essendo controllata severamente dal padre e senza mai trascurare la cura della famiglia, cominciò a impegnarsi per i bisognosi. Ad essi sovveniva o direttamente, distribuendo in elemosine la sua rendita dotale, o per mezzo delle istituzioni benefiche del tempo. Collocate convenientemente le figlie in matrimonio, Virginia si dedicò a tempo pieno alla cura dei fanciulli abbandonati, dei vecchi, dei malati, alla promozione degli emarginati e particolarmente alle fanciulle bisognose, per le quali prese in affitto il vuoto convento di Montecalvario, dove si trasferì con le sue assistite che pose sotto la protezione di Nostra Signora del Rifugio. Dopo tre anni, l’opera contava già tre case con circa 300 ricoverate. Virginia ritenne quindi opportuno chiederne il riconoscimento ufficiale al Senato della Repubblica.
Le assistite di Nostra Signora del Rifugio divennero per la Santa le sue "figlie" per eccellenza, con le quali divideva il cibo e le vesti, le istruiva con il catechismo e le addestrava al lavoro perché si guadagnassero il proprio sostentamento. Con il tempo, l’opera si svilupperà in due Congregazioni religiose: le Suore di Nostra Signora del Rifugio di Monte Calvario e le Figlie di Nostra Signora al Monte Calvario, queste ultime per volontà del Papa che nel 1827 le aveva volute a Roma.
A Virginia non mancarono prove di ogni genere, come d’altronde a tutti i santi. Infatti, con il crescere delle attività e degli sforzi, Virginia vide decrescere intorno a sé il numero delle collaboratrici, particolarmente delle donne borghesi e aristocratiche che temevano di compromettere la propria reputazione nel trattare con gente di basso rango e seguendo una guida che, per quanto nobile e santa, si dimostrava un po’ temeraria nelle imprese. Ma essa non si arrese. Mentre la sua salute fisica declinava rapidamente, Virginia parve attingere nuova forza dalla solitudine morale.
Nel 1637, ottenne che la Repubblica prendesse la Vergine come protettrice. Perorò presso l’arcivescovo della città l’istituzione delle Quarantore, che si iniziarono a Genova verso la fine del 1642, e la predicazione delle missioni popolari (1643). Si interpose per appianare le frequenti e sanguinose rivalità che insorgevano, per futili motivi, tra le nobili famiglie ed i cavalieri. Nel 1647 ottenne la riconciliazione tra la Curia arcivescovile ed il Governo della Repubblica, tra loro in lotta per pure questioni di prestigio. Senza mai perdere di vista i più abbandonati, era sempre disponibile per qualunque persona che, indipendentemente dal ceto sociale, si rivolgesse a lei per aiuto.
Gratificata dal Signore con estasi, visioni, locuzioni interiori ed altri doni mistici speciali, moriva il 15 dicembre 1651, all’età di 64 anni. Giovanni Paolo II l’ha proclamata Beata in occasione della sua visita pastorale a Genova, il 22 settembre 1985. Domenica la dichiara Santa.