Misna
CHINA 19/5/2003 11:13
Cinque anni di carcere per primo dissidente via Internet
Dovrà scontare 5 anni di carcere per sovversione Huang Qi, webmaster di un sito sui diritti umani arrestato in Cina il 3 giugno 2000. Lo hanno riferito oggi fonti ufficiali del Paese asiatico, specificando che Huang è stato condannato dieci giorni fa da un tribunale di Chengdu (provincia sudoccidentale del Sichuan). L’uomo era stato il primo di una lunga serie di cinesi finiti in carcere per aver espresso le proprie opinioni attraverso Internet. Le autorità di Pechino hanno infatti considerato sovversivo il sito web creato da Huang, che conteneva notizie sui movimenti democratici cinesi, sul gruppo spirituale Falun Gong (messo al bando da alcuni anni in Cina) e sui fatti di Piazza Tienanmen del 1989. L’arresto era scattato proprio alla vigilia dell’anniversario di Tienanmen, dopo che sul suo sito era apparso un articolo in cui si invocava un processo per i responsabili della strage. Di fatto nessuno dei testi pubblicati da Huang erano scritti da lui, ma venivano spediti per posta elettronica dai suoi visitatori.
Della vicenda si è occupata l’organizzazione per i diritti umani ‘Human Rights Watch’, che ha denunciato maltrattamenti subiti da Huang durante la sua prigionia, e Reporter senza frontiere (Rsf), che ne ha chiesto la liberazione insieme con altri dissidenti via Internet. Tra questi l’associazione per la difesa della libertà di stampa ha indicato Yang Zili, creatore di un sito Internet in cui si denunciano violazioni dei diritti umani in Cina, arrestato nel marzo 2001; Qi Yanchen, direttore di una rivista online, finito in manette il 2 settembre 1999 e condannato a quattro anni di prigione; e Jang Shihua, insegnante e proprietario di un Internet Café, imprigionato il 16 agosto 2000 e condannato a due anni di carcere. [LM]