Misna
CHINA 21/5/2003 0:43
Pechino censura le ‘chat room’
La censura, già ampiamente praticata su Internet dalle autorità cinesi, è arrivata fin dentro le ‘chat room’, luoghi virtuali dove ci si ‘incontra’ e ci si scambia messaggi. Una ricerca di Reporter senza frontiere (Rsf), organizzazione per la libertà di stampa, ha messo in evidenza come Pechino, oltre ad arrestare i navigatori del web considerati sovversivi e a chiudere gli Internet café, abbia deciso di intervenire sul folto popolo di chi si diverte a fare quattro chiacchiere in rete. Rsf ha infatti dimostrato che alcuni messaggi critici nei confronti dell’esecutivo cinese non venivano inoltrati, oppure giungevano con evidenti censure. Durante l’indagine, durata un mese, i ricercatori hanno fatto una prova, inviando messaggi nelle chat room più conosciute in forma anonima o utilizzando pseudonimi. Prima però gli studiosi hanno classificato i testi con voti da 0 a 10 in base al loro grado di critica nei confronti dell’esecutivo: i numeri ‘0’ erano i più innocui e privi di qualsiasi contenuto provocatorio, mentre i ‘10’ erano i più polemici e arrivavano a sollecitare il rilascio dei dissidenti in prigione. Gli organizzatori della ricerca si sono resi conto che gli ‘0’ apparivano così com’erano in rete. Oltre il 70 per cento di quelli di livello ‘7’ o ‘8’ – critici ma non troppo – erano ‘pubblicati’ in chat ma di solito venivano rimossi dopo alcune ore. Quasi nessuno dei testi indicati con il ‘10’ compariva online o vi restava solo pochi secondi, per essere immediatamente cancellato.
"Questo rigoroso scrutinio delle chat room cinesi può trasformarsi in una rigorosa trappola" è il commento di Rsf. Il web continua ad attrarre un numero sempre maggiore di cinesi nonostante da anni Pechino cerchi in ogni modo di rafforzare il controllo dell’informazione ‘online’, arrivando a far arrestare giornalisti o creatori di siti web che esprimono il proprio dissenso attraverso la rete. Molto rigidi sono anche i controlli sulle migliaia di Internet café sparsi per il Paese, luoghi pubblici dove ci si connette alla rete tramite computer: a partire dal giugno 2002 ne sono stati chiusi 3.300. Inoltre l’anno scorso Pechino ha temporaneamente bloccato l’accesso ad alcuni dei più noti motori di ricerca.
[LM]