SIR - Quotidiano, 21 maggio 2003 -11:30
Giovanni Paolo II: "Dio non ci abbandonerà nella lotta contro il male"
"Dio non ci abbandonerà nella lotta contro il male". Questa la "certezza" ribadita oggi dal Papa, che nella tradizionale udienza generale ha commentato il Salmo 143 ("preghiera del re per la vittoria e la pace"), teso ad "esaltare la personalità di Dio, che s’impegna contro il male della storia". Il Signore, ha sottolineato infatti il Pontefice, "non è una potenza oscura o una sorta di fato, né un sovrano impassibile e indifferente rispetto alle vicende umane". Poi il Papa si è soffermato sulla "signoria divina sull’universo e sulle vicende umane", ed ha affermato: "Solo col sostegno divino possiamo superare i pericoli e le difficoltà che costellano ogni giorno della nostra vita. Solo contando sull’aiuto del Cielo potremo impegnarci, come l’antico re di Israele, a camminare verso la libertà da ogni oppressione".
"Malvagità, perversioni, oppressione e ingiustizia": queste, per il Papa, le "realtà tremende da cui il Signore ci libera, mentre noi ci inoltriamo nel mondo", le "presenze negative all’intero della storia" che nel linguaggio biblico "sono simbolo del caos, del male e del nulla". Il salmo citato, ha concluso Giovanni Paolo II, nasce dunque "dalla certezza che Dio non ci abbandonerà nella lotta contro il male": un "canto messianico", questo, che "noi cristiani ripetiamo tenendo fisso lo sguardo su Cristo, che ci libera da ogni male e ci sostiene nella battaglia contro i perversi poteri nascosti".