SIR, Quotidiano, 22 maggio 2003 - 13:29
Il Papa: l’aborto "mette in pericolo" la pace, appello per legge sulla fecondazione artificiale e "nuovo femminismo"
"L’aborto è il principio che mette in pericolo la pace nel mondo", perché "non può esserci pace autentica senza rispetto della vita, specie se innocente e indifesa qual è quella dei bambini non ancora nati". Lo ha detto oggi il Papa, che ricevendo in udienza i membri del Movimento per la Vita italiano è tornato a condannare l’aborto a 25 anni dalla sua legalizzazione, auspicando inoltre che si giunga "rapidamente" all’approvazione della legge sulla fecondazione assistita e sollecitando un "nuovo femminismo" che parta dall’ "alleanza tra la donna e la vita". "Nessuna azione per la pace – ha esordito Giovanni Paolo II dopo aver citato Madre Teresa di Calcutta, "presidente spirituale dei Movimenti per la Vita del mondo" – può essere efficace se non ci si oppone con la stessa forza agli attacchi contro la vita in ogni sua fase, dal suo sorgere sino ala naturale tramonto".
Poi il Pontefice ha elencato le "insidie ricorrenti" che "minacciano la vita nascente", a partire dal "lodevole desiderio dia vere un figlio", che "spinge talora a superare frontiere invalicabili", "Embrioni generati in soprannumero, selezionati, congelati, vengono sottoposti a sperimentazione distruttiva e destinati alla morte con decisione premeditata": queste le pratiche legate alla fecondazione artificiale deplorate dal Papa, che ha lodato l’impegno del Movimento per la Vita volto ad "ottenere dal Parlamento italiano una norma rispettosa, il più concretamente possibile, dei diritti del bambino non ancora nato, anche se concepito con metodi artificiali di per sé moralmente inaccettabili". Di qui l’auspicio del Santo Padre affinché "si concluda rapidamente l’iter legislativo in corso", in materia di fecondazione assistita, tenendo conto "del principio che tra i desideri degli adulti e i diritti dei bambini ogni decisione vada misurata sull’interesse dei secondi".
Alle donne, infine, il Papa ha chiesto di "difendere l’alleanza tra la donna e la vita", facendosi "promotrici di un ‘nuovo femminismo’ che, senza cadere nella tentazione di rincorrere modelli ‘maschilisti’, sappia riconoscere ed esprimere il vero genio femminile in tutte le manifestazioni della convivenza civile, operando per il superamento di ogni forma di discriminazione, di violenza e di sfruttamento".