Corrispondenza Romana

CINA: "vescovo patriottico" nominato vice-presidente del Comitato permanente dell'Assemblea nazionale popolare

Alla fine dell'ultima sessione dell'Assemblea nazionale popolare (ANP), il Parlamento della Cina comunista, che si è tenuta a Pechino dal 5 al 18 marzo scorsi, Mons. Michael Fu Tieshan, "vescovo" della Chiesa patriottica, ovvero dell'Associazione patriottica dei cattolici cinesi, creata dal regime comunista in funzione anti-romana, è stato eletto ad essere uno dei quindici vice-presidenti del Comitato permanente dell'ANP. Mons.

Fu, 62 anni, che è anche presidente dell'Associazione patriottica dei cattolici cinesi e vice presidente della Conferenza episcopale "ufficiale", d'ora in avanti assisterà il presidente dell'ANP nel suo lavoro quotidiano. Primo cattolico ad occupare una tale carica nella Cina comunista, egli tiene un posto il cui mandato è di cinque anni, rinnovabile una sola volta. L'elezione di mons. Fu è stata diversamente apprezzata, sia all'interno che all'esterno della Cina continentale.

I rappresentanti della "Chiesa patriottica", ovviamente, l'hanno commentata favorevolmente. E' questo il caso di Anthony Liu Bainian, vice presidente dell'Associazione patriottica dei cattolici cinesi, che ha dichiarato che questa elezione riflette la fiducia del popolo cinese nella Chiesa cattolica ed è una manifestazione della politica di libertà religiosa seguita dal governo.

Di tutt'altro tenore i commenti dei cattolici "clandestini", fedeli a Roma e perseguitati dal regime comunista. Per un sacerdote che esercita il suo ministero clandestinamente nella provincia dell'Anhui, "i fedeli temono l'utilizzazione che Mgr. Michael Fu potrebbe fare della sua nuova carica per reprimere i cattolici che rifiutano l'affiliazione all'Associazione patriottica" ("Eglises d'Asie", 16 aprile 2003, n. 373). Nella regione dello Hebei, un diacono "clandestino" ha detto di "non sapere se Mons. Fu è dalla parte di Dio o dalla parte di Cesare" ("Eglises d'Asie", cit.).(CR 809/02 del 17/05/03)