Avvenire, 28 maggio 2003

Reliquie in pellegrinaggio tra devozione e stupore

Da Roma Gianluigi De Palo

Padre Antonio è un carmelitano scalzo che da circa venti giorni fa da "autista" a Santa Teresina di Lisieux. Sì, autista ad una santa, anzi a dirla tutta ad un dottore della chiesa. Grazie al suo impegno, infatti, le reliquie di una delle sante più amate dai giovani sta girando l'Italia. E per non correre il rischio di passare inosservati in questo loro pellegrinare, lo fanno su di una Fiat Multipla addobbata ad arte per l'occasione. Sul retro campeggia una gigantografia con la celebre foto di Teresa, mentre ai lati, ci sono i particolari del volto della santa ad otto anni e del Gesù Bambino del Beato Angelico. E così, dal 1 maggio, giorno in cui padre Antonio si è recato a Lisieux per chiedere le spoglie mortali della santa, oltre 50.000 devoti hanno potuto pregare davanti all'urna di Teresina nelle numerose tappe in programma. E le manifestazioni di affetto nei confronti di questa piccola grande donna che ha stupito il mondo non sono di certo mancate.

A Lonigo, una cittadina in provincia di Vicenza, ad esempio, ad aspettarla c'erano i quindici sindaci dei paesini limitrofi e una folla di fedeli. Non solo: il reliquiario è stato portato per le vie della città su di una bellissima carrozza del 1850, trainata da quattro cavalli bianchi. Sembra, però, che la carrozza fosse quella usata in passato per raccogliere le ragazze dei paesi da avviare al "mestiere". "Nessun problema - sorride padre Antonio - . Senza volerlo in questo modo è stato realizzato uno dei più grandi desideri di Teresina. Se non fosse entrata nel Carmelo, infatti, avrebbe voluto far parte di una congregazione che si dedicava alla redenzione delle prostitute. Nella sua logica non c'è spazio per i moralismi ed è per questo che è così amata". E nel fitto programma ci sono stati anche momenti di grande commozione: "A Terni - ricorda il carmelitano - durante la celebrazione ho notato una bambina molto malata che era in chiesa in compagnia dei genitori. L'ho presa in braccio e l'ho portata a toccare l'urna dicendole di chiedere a Teresa quello che sentiva nel cuore. Mi ha risposto che le aveva chiesto di farla guarire in fretta".

A Venezia, invece, l'urna è stata portata nella celebre "disdottona", la gondola lunga ventisei metri, usata per trasportare i capi di stato tra i canali della città lagunare. Ad accoglierla il Patriarca Angelo Scola che, poi, assieme a oltre 3.000 giovani ha celebrato una messa in suo onore al Palacongressi di Iesolo. Poi, dopo un fuori programma in provincia di Lecco dove un sindaco ha consegnato idealmente a Teresina le chiavi della città e l'ha fatta cittadina onoraria, è stata la volta di Treviso.

Domenica il vescovo Paolo Magnani ha celebrato una Messa nel Duomo. Lunedì c'è stato l'incontro con gli studenti. Ieri meditazione-concerto con Sylvie Buisset della Comunità delle Beatitudini di Lisieux. Oggi le reliquie di santa Teresa partiranno alla volta di Vittorio Veneto dove rimarranno fino a domani.

Queste le altre tappe del pellegrinaggio: Brescia (30 e 31 maggio); Trento (1-5 giugno); Trieste (6 giugno); Rapallo (6-7 giugno); Svizzera, abbazia di Hauterive (8-10 giugno); Monza (11-15 giugno) da dove le spoglie ripartiranno per Lisieux.