Corriere della Sera, 13 giugno 2003

Un milione di cubani in piazza. Il ministro Frattini: "Attacchi di una dittatura, dobbiamo agire"

Fidel marcia contro Roma e Madrid

Cortei oceanici davanti alle ambasciate: "Aznar e Berlusconi dietro le sanzioni Ue"

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE

MADRID - Fidel e Raul, gli anziani "Castro Brothers" in uniforme verde oliva, hanno capeggiato due grandi manifestazioni all’Avana di fronte alle ambasciate di Italia e di Spagna. Il "líder maximo", 76 anni, alla testa del corteo che si è diretto all’ambasciata spagnola vicino al lungomare Malecon, mentre il fratello, numero due nella gerarchia cubana, guidava i manifestanti dinanzi alla sede diplomatica italiana nel quartiere residenziale di Miramar. Fidel è convinto che Silvio Berlusconi e il capo del governo spagnolo José Maria Aznar siano "asserviti all’impero yankee" e abbiano istigato l’Unione Europea ad adottare misure restrittive contro Cuba, lo scorso 5 giugno, in risposta alla violenta repressione del dissenso culminata nelle esecuzioni sommarie di tre uomini e nell’imprigionamento di 75 oppositori al regime. Con le marce di ieri alle quali, nelle stime del governo cubano, hanno partecipato oltre un milione di persone, approfittando della giornata di festa decretata per l’occasione dal ministero del Lavoro, Italia e Spagna sono state inserite da Castro nella lista dei peggiori nemici, al fianco degli Stati Uniti.

Cartelli e slogan contro Aznar e Berlusconi sotto il sole dell’Avana. Sfilate anticipate da un discorso di Fidel che in tv ha definito i due premier "fascisti e banditi", indicandoli come primi responsabili delle sanzioni Ue contro Cuba che includono la restrizione delle visite bilaterali di alto livello e gli inviti a dissidenti cubani in Europa. "L’autore principale di queste decisioni è il piccolo führer con i baffetti e le idee nazifasciste - ha tuonato Castro riferendosi ad Aznar - un uomo strano pieno di complessi, un codardo dal punto di vista politico e morale". Mentre Berlusconi è stato etichettato come "un pagliaccio" e "un personaggio da ridere, Mussolini era come lui". Il dittatore sa che la questione di Cuba verrà dibattuta il 25 giugno nel vertice Ue-Usa a Washington e che il presidente Bush chiede maggior impegno europeo con l’opposizione anticastrista e sanzioni commerciali. La Ue è il primo partner commerciale di Cuba.

A Madrid il ministro degli Esteri Ana Palacio ha avuto parole pacate, forse perché gli spagnoli sono più abituati alle impennate di Castro. Reazioni veementi sono arrivate da Roma. L’ambasciatore cubano in Italia, signora Flores Prida, è stata convocata alla Farnesina. Il Segretario generale del ministero degli Esteri, Giuseppe Baldocci, le ha manifestato "la profonda indignazione suscitata dalle offensive espressioni" usate da Castro. "Espressioni inaudite che il governo e la maggioranza delle forze politiche italiane considerano inaccettabili". Il presidente della Camera Pierferdinando Casini ha commentato: "E’ vergognoso che un tiranno come Castro si permetta di attaccare Berlusconi e Aznar". In un’intervista al Tg5, il ministro degli Esteri Franco Frattini ha bollato le manifestazioni "contro un Paese democratico qual è l’Italia" come "l’esempio triste di una dittatura che ancora colpisce in questo modo". "Non ci fermeremo - ha detto Frattini - parlerò anche di questo al Consiglio dei ministri degli Esteri tra qualche giorno in Lussemburgo". Nubi sulle relazioni tra Roma e l’Avana, meta tradizionale del nostro turismo: "Gli italiani sono ovviamente liberi di andare dove vogliono, ma è chiaro che il nostro governo deve agire" di fronte alle "frasi minacciose" dette da Castro.

Per i Ds, Pietro Folena sostiene che "certi toni e certi modi sono inaccettabili, tipici di chi disprezza la democrazia e il pluralismo". Dalla Margherita parole di "netta condanna" nei confronti del regime di Fidel. Mentre per Marco Rizzo dei Comunisti italiani la solidarietà con Cuba è d’obbligo.

Mino Vignolo