SIR (Servizio d'Informazione Religiosa della Cei), Quotidiano, 13 giugno 2003 - 10:58

CUBA: O. Fondevila (giornalista esule), "Castro ha bisogno dell’Europa, non l’Europa di Castro"

"Centinaia di migliaia di persone in piazza a manifestare contro l’Europa ed in particolare contro Spagna e Italia? Non mi stupisce in un Paese dove tutto, società, scuola, lavoro, terra, mezzi di informazione, è controllato dal regime che non ha difficoltà a mobilitare la gente". E’ il commento rilasciato al Sir del giornalista cubano Orlando Fondevila, rappresentante in Europa dell’Associazione dei giornalisti indipendenti Manuel Marquéz Sterling, esule in Spagna dal 1997, alle manifestazioni di piazza che si sono tenute ieri a Cuba, guidate da Fidel Castro, contro le misure adottate il 5 giugno dalla Commissione dell’Unione Europea dopo i provvedimenti delle autorità cubane che mirano, come detto da Chris Patten, portavoce del Commissario alle relazioni esterne, "a violare le libertà fondamentali nell’isola".

"Durante il fascismo – ha dichiarato al Sir il giornalista - anche Mussolini riusciva a portare in piazza migliaia e migliaia di persone. Questa manifestazione non dice nulla". Circa i futuri rapporti tra Europa e Cuba, Fondevila ha affermato che "i Paesi europei che hanno una lunga e consolidata tradizione democratica non possono tenere in considerazione le esternazioni di Castro perché il regime cubano è inaccettabile. Non è l’Europa che ha bisogno di Castro ma è Castro che ha bisogno dell’Europa che da anni è impegnata a favorire nell’isola un processo di transizione democratica e pacifica". "Cuba – ha concluso - è diventata la più grande prigione al mondo per giornalisti. Ci risulta siano 32 i giornalisti detenuti nelle carceri cubane su un totale di 130 nel mondo. Per tacitare le voci di dissenso nel Paese, il Governo ha emanato una legge capestro che consente l’arresto di giornalisti con l’accusa di aver espresso le loro opinioni sulla stampa internazionale. Sono stati per questo dichiarati ‘traditori della patria’ e rischiano fino a 26 anni se non la pena capitale".

Tra le misure adottate dalla Commissione dell’Ue c’è quella di limitare le visite governative di alto livello a Cuba, di ridurre la partecipazione degli Stati membri a manifestazioni culturali, di invitare dissidenti cubani a cerimonie organizzate in occasione delle feste nazionali e di procedere ad un riesame della posizione comune dell’Unione. Non sono stati, invece, toccati gli aiuti economici.