RADIO VATICANA – Radiogiornale / IL PAPA E LA SANTA SEDE
14 giugno 2003
La testimonianza dei santi rafforzi la fede dei cristiani: così il Papa in una lettera al Cardinale Tomko, suo inviato speciale a Uzhorod, in Ucraina, per le celebrazioni dedicate al Beato Teodor Romzha, Vescovo e Martire del comunismo
- A cura di Paolo Salvo -
La fede del popolo cristiano si rafforza grandemente con le preghiere e i sacrifici dei santi. Beata pertanto quella gente che ha presso di sé i santi e li venera devotamente, poiché di certo le sue imprese riusciranno felicemente e la grazia del Signore giungerà in ogni tempo. E’ il pensiero espresso dal Papa in una lettera in latino indirizzata al cardinale Jozef Tomko, presidente del Pontificio Comitato per i Congressi Eucaristici Internazionali, e contenente la nomina del porporato ad Inviato speciale alla cerimonia di traslazione delle reliquie del beato Teodor Romzha, vescovo e martire, che avrà luogo ad Uzhorod, in Ucraina, il prossimo 28 giugno.
Nato nel 1911 in una famiglia di operai, compiuti gli studi di Teologia alla Pontificia Università Gregoriana in Roma, nel 1938 Teodor Romzha fu parroco in un villaggio di montagna della sua terra, divenendo poi nel 1939 insegnante di Filosofia e direttore spirituale nel seminario di Uzhorod, e venne quindi ordinato vescovo nel settembre 1944, subito dopo l’arrivo dell’esercito sovietico. Per essersi rifiutato di cooperare con le autorità alla soppressione della Chiesa greco cattolica, rimase vittima della violenza comunista nel novembre 1947. Due anni fa, il 27 giugno 2001, Teodor Romzha fu tra i 28 beati greco cattolici, di cui 27 martiri, vittime del comunismo e del nazismo, proclamati da Giovanni Paolo II nell’ippodromo di Leopoli davanti ad un milione di fedeli.
Nella lettera resa nota stamani, il Papa ricorda quella sua visita pastorale in Ucraina, dal 23 al 27 giugno 2001, ed incarica il cardinale Tomko di esortare i sacerdoti e i fedeli a seguire l’esempio del loro grande pastore e patrono, restando in ferma comunione con la Chiesa Romana, crescendo nella devozione filiale verso la Vergine Maria, ricevendo il sacramento della riconciliazione e nutrendosi assiduamente con l’Eucaristia.