Avvenire, 21 giugno 2003
PERICOLO INTERNET
Naturalmente non c’è modo di contattare il curatore e non esiste posta elettronica: c’è solo un campo da compilare col proprio indirizzo e-mail: sarà lui a cercare i "complici"
"Orgoglio pedofilo", deliri in rete
Un sito invita a celebrare il "BoyLove Day". I criminali sono detti "amanti dei bambini" e "insegnano i valori". Una candela azzurra va accesa "per i molti ragazzini che hanno ancora un vuoto nella propria vita": cioè che non hanno incontrato il loro aguzzino
Da Roma Pino Ciociola
Conati di vomito. Altro che deliri di follia, patologie mentali e psichiatria criminale. Home page del sito che invita alla "celebrazione" della giornata dell'orgoglio pedofilo (che sarebbe oggi, ndr), le quattro righe di apertura: "Il BoyLove Day è una giornata che si presenta due volte l'anno in cui ogni pedofilo dà voce ai suoi diritti ponendo una candela azzurra in un luogo pubblico". E insieme questi personaggi dovrebbero depositare anche un testo che comincia in questo modo (per il quale è anche suggerito di "lasciare molte copie sotto un sasso vicino alla candela"): "Questa candela è stata posta qui da un uomo che ha offerto il proprio tempo alle organizzazioni per la gioventù, passato la sua vita insegnando valori ai ragazzini e che è stato una guida per loro nella difficile via della crescita. Oppure da un uomo che avrebbe voluto con tutto il cuore aver fatto queste cose se gli fosse stato permesso. Da un pedofilo. Un amante dei bambini". Testuale.
Naturalmente il pedofilo "è un AMANTE dei bambini (testuale anche il maiuscolo, ndr), non un molestatore, uno sfruttatore, un violentatore", perché queste "sono le false immagini che i media vogliono avere dei pedofili". A proposito, c'è anche un secondo testo, ma questo "da spedire ai mass media". E per esempio vi si legge che la candela, "purtroppo, può anche rappresentare i moltissimi ragazzini che hanno ancora un vuoto nella propria vita, come pure quegli uomini che, se non fosse per l'attuale isteria verso i pedofili, sarebbero pronti a condividere affetto ed amore con questi ragazzini". Insomma, un delirio di parole senza sfreni. Compresi, più avanti, i suggerimenti per lasciare la "candela": "Una piccola discrezione è consigliata". Sarebbe a dire che "se state guidando potreste parcheggiare la vostra auto abbastanza lontano, così potete assicurarvi che nessuno vi stia seguendo per prendervi la targa. Idealmente la candela dovrebbe essere portata di nascosto e lasciata in un momento in cui nessuno vede chi l'ha messa: "Non c'è nessun bisogno di esporsi a violenze fisiche da qualche lunatico che vede il vostro foglio e vi gridi "pedofilo"". Poverini. Ancora: "Siate coraggiosi, ma anche saggi e prudenti. Questa è una cosa che tutti possono fare e può aiutare a beneficiare la causa della pedofilia responsabile (sic!) in tutto il mondo". Una raccomandazione, poi, dal curatore del sito: "Contattatemi solo se siete seriamente intenzionati a collaborare per la causa pedofila. Non ho tempo di occuparmi di altro tipo di corrispondenza".
E a questo punto il desiderio di andare a cercare il curatore in questione si è fatto insostenibile, ma naturalmente è impossibile: anche la posta elettronica non c'è, ma un campo da compilare col proprio indirizzo e-mail al quale sarete ricontattati. Ultima annotazione. In coda alla pagina un'esclamazione: "Incredibile ma vero. Ci sono anche le donne pedofile". E a seguire un paio di link attinenti. Fine dei conati.