Il Giornale, 25 giugno 2003

La lettera

Ma ai cattolici nessuno chiede scusa

Il Papa continua a chiedere perdono per le colpe commesse dai figli della chiesa. Ultima in ordine di tempo, è arrivata la richiesta del pontefice per i crimini in Bosnia-Erzegovina. Al di là delle polemiche e delle perplessità che hanno accompagnato fin dall’inizio questa attività di purificazione della memoria strenuamente voluta da Giovanni Paolo II, ciò che stupisce è, da un lato, l’assordante silenzio dei chiamati in causa, di coloro cioè a cui è rivolta la richiesta di perdono. Dall’altro, il fatto che solo la chiesa abbia qualcosa di cui farsi perdonare.

Ma è davvero così? Possibile che nel corso della storia solo i cattolici abbiano commesso crimini e misfatti? In questo modo non si finisce per consolidare quell’immagine, spesso e volentieri costruita ad arte, che vede nella chiesa l’unica e vera responsabile dei mali dell’umanità?

Il Papa ha detto più volte che non c’è pace senza giustizia, e non c’è giustizia senza perdono. Se le cose stanno così, viene da chiedersi quand’è che anche a noi cattolici sarà chiesto di perdonare per tutto quello che abbiamo subito e stiamo subendo in diverse parti del mondo. Ma è inutile farsi illusioni.

Se ancora oggi, in Italia e non solo, c’è chi pensa e lotta in nome del comunismo; se ancora oggi l’islam, quello più fanatico e totalitario, crede che sia doveroso estirpare dalla faccia della terra la croce per piantare la mezzaluna; se ancora oggi la chiesa viene sbeffeggiata, derisa e umiliata dal mondo sedicente laico, ebbene credo che dovremo aspettare un bel po’. Ma di certo non potrà mai esserci vera giustizia senza un perdono reciproco.

L.P. Roma