Il Giornale, 29 giugno 2003
Il regime comunista
"Chi apre una libreria a L’Avana viene perseguitato dal regime"
I librai americani: "Sull’Isola sono tollerati solo gli scritti stampati dal governo. E 14 colleghi sono ancora in carcere"
da Roma
All’annuale conferenza dell’American Library Association (Ala), tenutasi a Toronto, una delle più antiche associazioni librarie, quest’anno non si è potuta ignorare la situazione di Cuba, come riportato in un articolo del New York Times. Oggi cosa significa possedere una libreria indipendente nell’isola di Fidel Castro? Alcuni degli interventi di Toronto, da parte dei rappresentanti più autorevoli dell’Ala che comprende 64mila affiliati, hanno sostenuto che negli ultimi anni la politica culturale di Castro si sarebbe dimostrata particolarmente repressiva nei confronti delle librerie non autorizzate direttamente dal governo. Quando a marzo giunse notizia che nell’isola caraibica erano stati arrestati 75 dissidenti del regime, 14 di essi risultarono essere "titolari" di una libreria indipendente.
Robert Kent, uno dei più autorevoli librai di New York e fondatore del gruppo "Amici dei librai di Cuba", ha dichiarato che la situazione dell’isola a questo proposito forse è stata ignorata per troppo tempo dall’Ala. "Una delle ragioni di persecuzione a Cuba – ha detto Kent – è quella di aver aperto una libreria indipendente". Nel suo discorso, Kent ha chiesto anche il rilascio dei 14 librai incarcerati. I successivi interventi al convegno canadese si sono rivolti alla necessità di focalizzare l’attenzione internazionale sulla libertà di espressione e soprattutto di informazione non solo a Cuba, ma anche in altri Paesi come la Turchia e lo Zimbabwe.
Ma che cos’è una libreria indipendente nel più piccolo luogo comunista del mondo? "Se una persona tiene in casa cento libri e li distribuisce agli amici, questo significa avere una libreria indipendente?" ha chiesto Edward Erazo. "Questa è politica – ha rimarcato il responsabile del settore sudamericano dell’Ala – e non ha niente a che vedere con il fatto di essere un libraio libero".
Al convegno dell’Ala hanno partecipato anche cinque librai cubani. All’interno dell’Associazione si sono manifestate due posizioni. Quella sostenuta dall’ex presidente Maurice J. Freedman dichiara ancora "poco chiara" la situazione dell’isola, dove in fatto di censura c’è ancora molto lavoro da fare per arrivare a una visione veritiera dello stato di libertà degli intellettuali.
[DA]