Misna

HONG KONG 2/7/2003 17:48

Capo esecutivo replica a proteste su proposta di legge anti-sovversione

All’indomani del corteo contro la proposta di legge anti-sovversione al quale hanno aderito centinaia di migliaia di abitanti di Hong Kong, il capo dell’esecutivo locale Tung Chee-hwa ha replicato alle proteste dicendosi disposto ad ascoltare più da vicino la popolazione, ma non ha fatto alcun accenno alla possibilità di ritirare il provvedimento.

In un comunicato diffuso dopo la dimostrazione, alla quale hanno preso parte 350mila persone secondo la polizia e 500mila secondo gli organizzatori, Tung Chee-hwa ha affermato: "Il governo lotterà per rafforzare la comunicazione con il pubblico".

Nel corso della mattinata, però, il capo dell’esecutivo si era rifiutato di rispondere di persona alle domande dei giornalisti riuniti davanti al suo ufficio. Intanto 21 parlamentari hanno annunciato che cercheranno di incontrare Tung Chee-hwa per convincerlo a bloccare l’approvazione del provvedimento, che il 9 luglio sarà presentato al Consiglio legislativo di Hong Kong per l’approvazione finale. Per quella data gli organizzatori del raduno di ieri hanno fissato una nuova manifestazione di protesta, sempre per contestare questa legge che prevede, tra le altre cose, l’ergastolo per i colpevoli di alto tradimento, sedizione, secessione o sovversione.

Detta ‘articolo 23’ e pensata come integrazione alla ‘basic law’ - sorta di mini-costituzione in vigore ad Hong Kong dal 1997 - la legge rafforza i poteri delle forze di sicurezza in materia di fermo e perquisizione di individui sospetti. Il provvedimento penalizza inoltre la "diffusione di segreti di Stato", prevede la messa al bando di organizzazioni già dichiarate fuorilegge nella Cina continentale e vieta il possesso di "materiale sovversivo". La Chiesa, gli attivisti per i diritti umani e diversi osservatori internazionali temono che l’‘articolo 23’ sarà usato per colpire movimenti spirituali come il ‘Falun Gong’ (fuorilegge a Pechino) o per attaccare la Chiesa cattolica clandestina, non assoggettata al governo cinese.

[LM]