Avvenire, 2 luglio 2003
America, nuove norme in Virginia Sarà più difficile il ricorso all'aborto
NEW YORK. Victoria Cobb, portavoce della Family foundation, è soddisfatta per la decisione dello Stato della Virginia di adottare nuove norme che impongono ulteriori restrizioni all'aborto. Ed è ottimista, tanto da parlare di "decisione che segna un passo importante nel contrastare il movimento pro-aborto americano". E sul fatto che sia una passo avanti verso il divieto all'aborto negli Usa, concorda anche Ben Greenberg, dell'associazione pro-choice, Planned parenthood. Ieri sono entrate in vigore in Virginia due leggi che limitano le interruzioni di gravidanza, proibendo alle minorenni di accedere all'aborto senza il consenso dei genitori e vietando le procedure cosiddette "parziali". È la prima volta in America che viene dichiarato illegale l'aborto in avanzato stato di gestazione ed è il primo statuto del genere a essere adottato dopo che nel 2000 la Corte suprema americana ha dichiarato anticostituzionali le misure in atto che non proteggono la salute delle gestanti. I sostenitori delle nuove misure sperano che dovendo ottenere il consenso all'aborto da parte delle famiglie delle minorenni, si possano salvare molte vite. Secondo altri invece aumenterebbe il rischio che, imponendo restrizioni, le gestanti possano ricorrere a cliniche illegali. (L.B.L.)