Misna

HONG KONG 7/7/2003 9:46

Rimandata votazione su legge anti-sovversione

Il capo dell’esecutivo di Hong Kong, Tung Chee-hwa, ha deciso di posticipare la votazione della contestata legge anti-sovversione prevista per mercoledì prossimo, malgrado domenica il governo di Pechino si fosse espresso per continuare l’iter legislativo come stabilito.

A far tornare definitivamente sui suoi passi Tung, che sta passando una grave crisi di credibilità dopo la manifestazione del primo di luglio quando mezzo milione di cittadini sono scesi in piazza contro la legge, è stata la decisione del liberale James Tien di lasciare il governo. Il partito liberale, strettamente legato al mondo della finanza, è stato uno dei maggiori alleati di Tung da quando sei anni fa l’ex colonia britannica fu riunificata alla Repubblica popolare cinese, ed i suoi voti sono indispensabili per ottenere la maggioranza nel Consiglio Legislativo (Legcon). Infatti, gli 8 voti del ‘Liberal Party’ sono sufficienti bloccare la promulgazione della legge antisovversione già ostacolata da 23 rappresentanti del Legcon su 60.

Il Leader del partito democratico Yeung Sum ha definito la ritirata di Tung una vittoria del popolo di Hong Kong, che si è opposto alla normativa nella convinzione che rappresentasse una drastica riduzione delle libertà civili godute nella città. Prima delle dimissioni di Tien – che al momento si trova insieme ad altri politici a Pechino per discutere con il governo centrale il da farsi – il capo dell’esecutivo aveva confermato la votazione della normativa entro la data prevista acconsentendo all’introduzione di alcuni emendamenti.

Osservatori politici sottolineano che l’attuale crisi segna probabilmente la sconfitta politica di Tung già seriamente compromesso per la progressiva crisi economica che ha colpito Honk Kong, uno dei massimi nodi finanziari mondiali, dal cambio di amministrazione e per il modo in cui è stata gestita l’epidemia di polmonite atipica.

[BF]