Il Giornale, 19 settembre 2003
Aiuti al regime di Cuba
Dal Brasile 400 milioni di credito a Castro
ROBERTO FABBRI
Fidel Castro viaggia verso gli ottant’anni in malferma salute; il suo quarantennale regime, verosimilmente destinato a estinguersi insieme con il suo caudillo, non trova di meglio per rispondere alla domanda di democrazia che – come ama esprimersi la "lingua di legno" marxista – "sale dal basso" che scatenare un’ondata di repressione senza precedenti nell’ultimo ventennio; i rapporti dell’Avana con gli Stati Uniti e l’Europa hanno anche per questa ragione raggiunto un livello estremamente negativo, con un significativo aumento degli appelli da parte di personalità del mondo politico e culturale a trattare Cuba per quello che è: una dittatura.
Eppure perfino in queste circostanze non manca chi ritiene opportuno lanciare un salvagente al regime agonizzante. L’ultimo annuncio in questa direzione arriva dal Brasile. Il quotidiano Valor Economico scrive che il presidente Luis Inacio "Lula" da Silva ha deciso di offrire al governo comunista cubano una linea di credito di 400 milioni di dollari. L’annuncio ufficiale verrà fatto dallo stesso capo dello Stato brasiliano nel corso della sua visita ufficiale a Cuba, fissata per il 26 e 27 settembre.
Dunque mentre l’Europa sceglie finalmente verso Cuba una linea di fermezza, grazie soprattutto all’iniziativa dei governi di Italia e Spagna, ripagati da Castro con oceaniche e "spontanee" manifestazioni ostili contro le loro ambasciate all’Avana, il Brasile del "riformista di sinistra" Lula opta invece per un’assai concreta apertura di credito. I malpensanti vedranno un nesso con un’antica simpatia dell’ex sindacalista massimalista verso un regime che è andato ben oltre il riformismo; ma il ministro degli Esteri brasiliano Celso Amorim, intervistato alla televisione, ha fornito un’altra spiegazione: "La nostra politica nei confronti di Cuba – ha affermato – mira a dimostrare che l’isolamento non è la strada migliore, neppure quando si tratta di diritti umani o di democrazia". Impareggiabile asetticità di certo linguaggio politico.
Valor Economico aggiunge che l’obiettivo della mossa del governo di Brasilia sarà quello di far decollare il commercio bilaterale, che nel 2002 si è limitato a meno di 100 milioni di dollari di merci brasiliane esportate a Cuba a fronte di un import fermo a dieci: a tale scopo la linea di credito sarà erogata dalla Banca nazionale di sviluppo economico e sociale. Impareggiabile asetticità di certo linguaggio economico.
Vale la pena ricordare che proprio in questi giorni, alle numerose e per certi versi inedite forme di pressione esercitate sul regime castrista, si è aggiunto un appello firmato da tre ex presidenti dell’Europa centro-orientale postcomunista: il ceco Vaclav Havel, il polacco Lech Walesa e l’ungherese Arpad Göncz. Forti della tragica esperienza dei loro Paesi, hanno chiesto che il mondo democratico aiuti i dissidenti dell’Avana "senza considerare per quanto tempo resteranno ancora al potere gli stalinisti cubani"; e che l’Europa costituisca "un Fondo democratico per Cuba a sostegno della società civile cubana che sta nascendo". Impareggiabile limpidezza di certo linguaggio politico ed economico.