Santa Teresina del Bambin Gesù, patrona dei cattolici russi e delle missioni – la sua vocazione e la sua vera pietà

La pietà non va confusa con il sentimentalismo e la mollezza

Alla vigilia di un grande ritiro delle Probandiste, nel luglio 1928, il Segretario di Stato di San Pio X, Cardinale Merry del Val, così esortò le partecipanti:

"Meditate questa parola di Nostro Signore: ‘Colui che vorrà salvare la sua vita la perderà e colui che la perderà per me, la salverà’.

"Perdere la propria vita per Nostro Signore è darsi interamente a Lui; darsi a Lui vuol dire amarlo; e l’amore risiede nella volontà;

"Coltivate dunque, fortificate la vostra volontà. endetela docile, maneggevole per applicarla a ciò che vi è doveroso. La nostra epoca è quella della sentimentalità, anche dal punto di vista spirituale.

"Un solo esempio: si vogliono raccogliere le rose che cadono dalle mani di Santa Teresa del Bambin Gesù, senza guardare al Crocifisso che essa stringe sul suo cuore. Volere ad ogni costo la consolazione, la felicità, la dolcezza vuol dire un falso cammino ed esporsi a molti inganni. Mentre che vivere di fede, nel compimento della volontà di Dio, significa avere in tutte le circostanze la pace, il coraggio e la felicità vera. Il vostro Istituto ha bisogno di molte operaie, soprattutto di sante operaie. Mettetevi in condizione di servirlo bene" (cfr. "Il Cardinale Raffaele Merry del Val", Mons. Prof. Pio Cenci, Tipografia Poliglotta Vaticana, 1955, pag. 413).

"La missione di Santa Teresina: mostrare una via che tutti potessimo percorrere"

"Vittima espiatoria": con questo titolo il Prof. Plinio Corrêa de Oliveira scrisse sul "Legionario" (29-9-1947 – organo ufficioso dell’arcidiocese di San Paolo, Brasile) un denso articolo, dal quale riprendiamo alcun degli spunti più significativi:

"Nel cinquantesimo della sua morte qualcuno che a lei (ndr: a Santa Teresina) deve molto, moltissimo, cercherà di saldare con rispetto e amore parte del debito, commentando da un punto di vista dottrinale la sua vita.

"I grandi peccatori sono i figli malati per la cui guarigione si profondono i tesori della Chiesa. I grandi santi sono i figli sani ed operosi che rimettono ad ogni momento, nel tesoro della Chiesa, nuove ricchezze per sostituire quelle spese per i peccatori.

"Ciò ci permette di stabilire una correlazione: per i grandi peccatori, grandi spese del tesoro della Chiesa. O queste grandi spese sono reintegrate con nuovi slanci di generosità di Dio e delle anime sante, oppure le grazie divengono meno abbondanti, e il numero dei peccatori aumenta.

"Onde nulla di più necessario, per l’espansione della Chiesa, che arricchire sempre di più il suo tesoro soprannaturale con nuovi meriti.

"Evidentemente, si possono acquistare meriti praticando ovunque la virtù. Ma ci sono, nel giardino della Chiesa, anime che Dio destina specialmente a questo fine. Sono quelle che Egli chiama alla vita contemplativa, che si dedicano specialmente ad amare Dio, ad espiare per gli uomini. A queste anime scelte, Egli manda tutte le prove che vuole, se così serve a salvare numerosi peccatori. Dio non smette di flagellarle, in una maniera o nell’altra, cogliendo in loro i fiori della pietà e della sofferenza, e così con i loro meriti salvano altre anime.

"Niente di più ammirevole di consacrarsi alla vocazione di vittima espiatoria per i peccatori. Soprattutto quando vediamo che molti sono quelli che lavorano, molti quelli che pregano; ma chi ha il coraggio di espiare? Questo è il senso più profondo della vocazione dei trappisti, delle francescane, delle domenicane e delle carmelitane, fra cui fiori la soave ed eroica Teresina.

"Il suo metodo è stato speciale. Conformandosi pienamente alla volontà di Dio, ella non chiedeva sofferenze, né le rifiutava. Che si facesse con Lei ciò che Dio voleva. Mai chiese a Dio o alle sue superiore di allontanarla da qualsiasi dolore. Il suo cammino era la piena sottomissione. E nella vita spirituale piena sottomissione equivale a piena santificazione.

"Il suo metodo si caratterizza inoltre per un’altra nota importante. Santa Teresina non praticava grandi mortificazioni fisiche. Si limitava a quello che la regola prescriveva. Ma si sforzò in un altro tipo di mortificazione: fare ad ogni ora, ad ogni istante, mille piccoli sacrifici, mai la propria volontà, mai ciò che è comodo, o piacevole. Sempre fare il contrario di ciò che i sensi chiedevano, ed ognuno di questi piccoli sacrifici diventavano una piccola moneta nel tesoro della Chiesa. Piccola, sì, ma di oro zecchino: il valore di ogni piccolo atto stava nell’amore di Dio col quale veniva compiuto.

"E che amore meritorio! Santa Teresina non godeva di visioni, neppure di quei momenti sensibili e naturali che fanno a volte così amena la pietà. Aridità interiore assoluta, amore arido, ma ammirevolmente ardente, frutto di una volontà informata dalla fede, con la salda ed eroica adesione a Dio, nella atonia involontaria e irrimediabile della sensibilità. Amore arido ed efficace è sinonimo, nella vita di pietà, di amore perfetto…

"Grande cammino, cammino semplice. Non è semplice fare piccoli sacrifici? Non è più semplice non avere visioni che averle? Non è più semplice accettare i sacrifici invece di chiederli?

"Cammino semplice, cammino per tutti. La missione di Santa Teresina fu quella di farci vedere una via che tutti potessimo percorrere. Voglia Santa Teresina aiutarci a percorrere questa via regale, che porterà agli altari non una o un’altra anima, ma intere legioni". ("Spunti" – settembre 1991)