Avvenire, 29 ottobre 2003

DIRITTI UMANI

Alla vigilia del vertice con l’Unione europea, Pechino rilascia con 5 anni di anticipo un importante dissidente. Ma una settimana fa sono stati arrestati 12 religiosi. Amnesty: la Ue protesti

Cina, "diplomazia" della prigione

Di BERNARDO CERVELLERA

Il dissidente cinese Kang Yuchun è stato rilasciato ieri con 5 anni di anticipo sulla scadenza della pena. Medico trentottenne, era stato condannato a 17 anni di prigione nel 1992, con l'accusa di "incitamento alla controrivoluzione" e "partecipazione ad organizzazione controrivoluzionaria" dopo essere stato arrestato insieme ad altri 16 membri dell'Alleanza per il Progresso della Cina, che comprende associazioni quali Libertà cinese e Partito democratico che chiedono la fine del partito unico e la democrazia. Sembra che Kang sia stato liberato per buona condotta: essendo dottore, si è contraddistinto per "attitudine e azioni esemplari", curando i suoi compagni di prigione.

Il rilascio è avvenuto alla vigilia di un importante vertice fra la Ue e la Cina, quasi per attutire possibili critiche sul versante dei diritti umani e preparare il campo a un buon andamento dei lavori. In passato, il governo cinese ha ridato libertà a dissidenti famosi prima di viaggi all'estero dei loro leader e per cercare di ottenere la candidatura alle Olimpiadi. L'organizzazione umanitaria Human Rights in China ha salutato la scarcerazione di Kang, ma ha ricordato che gli altri 16 condannati con lui rimangono in prigione.

Dagli anni '80 la Cina è in preda a grandi cambiamenti e modernizzazioni economiche che lasciano indenne il potere unico del Partito Comunista. La richiesta di maggiore libertà e democrazia crescono nella società e perfino nel partito, ma la risposta ufficiale è sempre repressiva. Ne fanno le spese intellettuali dissidenti, sindacalisti, contadini che combattono la corruzione e cattolici, rei di chiedere una piena libertà religiosa.

Il 20 ottobre 12 preti e seminaristi dell'Hebei, la regione attorno a Pechino sono stati arrestati nella contea di Gaocheng. L'accusa è di aver partecipato ad un ritiro spirituale fuori dei luoghi controllati dall'Associazione patriottica. Gli arrestati hanno un'età fra i 21 e i 37 anni. La libertà religiosa è vista da Pechino come "molto pericolosa" perché spinge ad una indipendenza di pensiero. Lo scorso giugno, sempre nell'Hebei, la polizia ha distrutto una chiesa nel villaggio di Liu Gou, appena costruita da una comunità di neo-convertiti alla fede cristiana.

In occasione del vertice fra Ue e Pechino, Amnesty International ha diffuso un rapporto dal titolo: "Cina: abusi costanti sotto la nuova dirigenza - sintesi delle preoccupazioni sui diritti umani". Nel documento Amnesty sottolinea che nel Paese vi sono centinaia di migliaia di detenuti, condanne a morte ed esecuzioni dopo processi irregolari, e ricorda che la Cina "continua ad essere responsabile di più dell'80% delle esecuzioni accertate ogni anno".

A causa di questo, Amnesty chiede alla Unione europea di non limitarsi a "dialogare sui diritti umani", ma di "cominciare a esercitare pressioni politiche su Pechino per ottenere miglioramenti tangibili".