Il Tempo, Domenica 9 novembre 2003
di FAUSTO GIANFRANCESCHI
SI
È CONCLUSO ieri il convegno internazionale promosso dai Comitati...
...per la Libertà, nati in Italia ma
ormai diffusi in altre nazioni, per fissare al 7 novembre, anniversario della
rivoluzione bolscevica, la giornata del "Memento Gulag" che commemori
le vittime dell'Olocausto. Il convegno, di cui abbiamo già dato notizie su
questo giornale, si è svolto a Roma con grande affluenza di oratori e di
pubblico.
Dario Fertilio, animatore dei Comitati
italiani, ha aperto i lavori sottolineando un concetto importante: il
"Memento Gulag" non è un'iniziativa di parte, vale per tutti, anche
perché sono milioni i comunisti uccisi dal comunismo. Non a caso, una delle più
toccanti testimonianze al convegno è stata quella del nipote di un italiano
emigrato in Urss per motivi ideologici, Roberto Anderson, fucilato a Mosca nel
1937 e inumato in una fossa insieme con altri 160 comunisti italiani
.
Vladimir Bukowskij, presidente
internazionale dei Comitati, ha denunciato che il maggior disastro del
Novecento non è stato pubblicamente giudicato e condannato con processi
analoghi a quello, storico, di Norimberga; e questa "distrazione",
dovuta specialmente alla complicità degli intellettuali occidentali con il sistema
comunista, è tanto più grave perché in molte parti del mondo il Gulag è tuttora
in funzione.
Dario Antiseri, presidente dei Comitati
italiani, ha delineato un accurato parallelo tra comunismo e nazismo, indicando
parecchie analogie teoriche e pratiche, mentre Stéphane Courtois, autore del
famoso "Libro nero del comunismo", ha denunciato che mentre il
cosiddetto negazionismo nazista è penalmente perseguito, il negazionismo
comunista, non avendo alcuna remora, comincia a diffondersi in misura indegna
(ha citato casi francesi e italiani).
Roberto De Mattei ha detto che bisogna
entrare nel nucleo dell'ideologia per opporsi adeguatamente ai vecchi comunismi
resistenti e ai nuovi comunismi risorgenti: l'assenza è culturale, dominata dal
materialismo dialettico e dal relativismo etico. Vittorio Strada ha lanciato
una grave ma persuasiva accusa: oggi non si è ancora completamente aperta la
"cortina di silenzio" sugli imparagonabili crimini comunisti perché
ancora sono presenti nelle università, nei giornali, nel parlamento, coloro che
fiancheggiarono l'impero sovietico.
Dall'ambasciata dell'Ucraina, poi, è
stato presentato un agghiacciante documento: negli anni '32-'33 fu messo in
atto da Mosca un piano di sterminio con il sequestro di tutte le scorte di
frumento e di altri generi alimentari in Ucraina, e le vittime per fame, come
era stato programmato, superarono i sette milioni. Fu un genocidio
numericamente maggiore di quello ebraico. L'Ucraina ha mandato anche un film,
che è stato proiettato durante il convegno, ove si ricostruisce in maniera
coinvolgente la tragedia delle persecuzioni comuniste (possiamo essere certi
che questo film non sarà mai distribuito nelle sale italiane).
Sono state commoventi anche le
testimonianze di alcuni reduci dei gulag, e specialmente di quello scampati a
un gulag tuttora in funzione, a Cuba. Il poeta Armando Valladares, intervenuto
al convegno, ha trascorso 23 anni nel carcere castrista subendo anche torture
soltanto perché impegnato come in
tellettuale cattolico. Un altro esule cubano,
German Miret, ha invitato il pubblico ad adottare simbolicamente i prigionieri
politici cubani (si conoscono i nomi, che Miret ha distribuito ai presenti, di
364 prigionieri, ma potrebbero essere molti di più): la clamorosa iniziativa
servirebbe forse, con la sua pubblicità, a migliorare le condizioni dei
detenuti e magari a facilitarne la liberazione.
Valladares ha raccomandato
particolarmente un medico, Oscar Elias Biscet, che è incarcerato da 25 anni, è
malato e non viene curato, inoltre è tenuto al buio giorno e notte. La guerra
contro i gulag continua.