Avvenire, 21 novembre 2003
Alessio II: "Pronto a incontrare il Pontefice"
"Eventualità possibile. Ma solo se potremo raggiungere risultati concreti. Necessaria anche la condanna di ogni proselitismo"
Da Mosca Giovani Bensi
Il Patriarca di Mosca e di tutta la Russia Alessio II è disposto ad incontrarsi con Papa Giovanni Paolo II, però tale incontro "non deve essere fine a se stesso". Lo ha detto il capo della Chiesa Ortodossa russa parlando a Mosca agli insegnanti e agli studenti dell'Accademia russa della pubblica amministrazione. L'incontro con il Pontefice, ha sottolineato il Patriarca, "non deve avvenire solo per essere mostrato in televisione. Esso, - ha continuato, - deve segnare l'inizio di nuovi rapporti e superare le difficoltà che oggi esistono fra le nostre Chiese". Alessio II ha poi precisato: "Noi consideriamo possibile l'incontro se esso darà risultati concreti, dove si condanni il proselitismo".
Il "proselitismo" è non a caso la principale accusa che il Patriarcato di Mosca lancia e rivolge alla Chiesa cattolica. Ha tuttavia ribadito che questo incontro potrà aver luogo solo se sarà utile e ha ricordato che tra le condizioni poste dal Patriarcato di Mosca resta la richiesta che un eventuale vertice si concluda con la firma di un documento nel quale venga affermata "la condanna del proselitismo" e venga riconosciuto che la tradizione greco-cattolica non è la strada per giungere all'unità con gli ortodossi. E ha poi aggiunto: "Ricordiamo che durante il regime comunista la Chiesa greco-cattolica era vietata, i suoi luoghi di culto furono chiusi o trasferiti alla Chiesa ortodossa, il clero e numerosi fedeli deportati nei Gulag. Solo dopo la fine del regime sovietico i greco-cattolici sono tornati alla legalità nell'Ucraina indipendente ed hanno preteso la restituzione dei loro edifici del culto, il che ha portato a conflitti con gli ortodossi". Il patriarca Alessio II ha poi lamentato di aver saputo solo a cose fatte dell'elevazione a diocesi delle quattro amministrazioni apostoliche in Russia "nonostante i preventivi accordi che, - ha aggiunto, - purtroppo sono rimasti solo sulla carta". Il Patriarca ha fatto anche una "rivelazione" sul mancato incontro con il Papa in Austria nel 1997 a Graz. Secondo la sua opinione, in previsione di quell'incontro la Chiesa russa aveva preparato un documento in cui si condannavano il "proselitismo" e le attività dei greco-cattolici. Tuttavia, ha aggiunto Alessio II, "dieci giorni prima dell'incontro il Papa personalmente cancellò i riferimenti al proselitismo e all'uniatismo. Perciò noi rinunciammo all'incontro". Sua Santità Alessio II si è poi riferito alla possibilità che venga restituita alla Russia l'icona della Madonna di Kazan attualmente custodita in Vaticano. Egli ha sostenuto che questa icona non sarebbe l'originale, risalente al XVI secolo, ma una copia più tarda. Ma forte e rimarcato sarebbe il "disappunto", secondo Alessio II, se la restituzione della copia, la Santa Sede intenderebbe donarla non a una chiesa ortodossa, ma alla chiesa cattolica di Kazan, capitale della repubblica autonoma del Tatarstan.