RADIO VATICANA - Radiogiornale / CHIESA E SOCIETA’, 23 novembre 2003

Nella festa di Cristo Re i vescovi filippini consacrano al Sacro Cuore l’intero Paese. Un atto di fiducia nei confronti di una società che si sta disgregando. La proposta era ermersa a metà novembre, durante l’ultimo incontro della Conferenza Episcopale filippina

MANILA. = Un nuovo movimento spirituale per dedicare le Filippine al Sacro Cuore. L’Atto verrà proclamato oggi, nella Festa di Cristo Re, a protezione delle famiglie, delle comunità religiose e "del popolo filippino, famiglia di Dio". L’atto di consacrazione, presentato in una conferenza stampa dal gesuita p. Catalino Arevalo, ha come finalità quella di ridare fiducia ad un Paese che si sta disgregando. Molte " giovani coppie", ha detto p. Arevalo, "lasciano le Filippine perché non vedono nessun futuro". Culmine delle celebrazioni: il 18 giugno 2004, festa del Sacro Cuore, con una speciale consacrazione dei sacerdoti. "Gli eventi recenti e gli sviluppi del nostro Paese - dicono i vescovi filippini - rivelano i tempi difficili in cui il nostro popolo si sta muovendo. Vi sono crisi su crisi, economiche e politiche, ma vi sono anche correnti che minano la fede profonda del popolo, i valori della famiglia, la nostra vita di comunità, Chiesa e nazione". Un contesto socio-politico in continua evoluzione, insomma, con eventi che hanno segnato il popolo filippino: un tentativo di colpo di Stato da parte di un gruppo di militari; poi il tentativo di eliminare il giudice della Corte Suprema; poi ancora una grande manifestazione di protesta, con oltre 250 mila poveri e senza tetto che hanno protestato nel centro commerciale di Manila chiedendo le dimissioni del presidente Arroyo. Solo pochi giorni fa la Arroyo ha concesso di lasciare il Paese all’ex presidente Estrada, accusato di corruzione. A minare inoltre il già fragile equilibrio: rapimenti, uccisioni, insicurezza economica; elementi che sommati causano la fuga degli investimenti commerciali verso aree più tranquille dell’Asia. "Tutto questo genera confusione, frustrazione, amarezza fra i filippini" ha commentato p. James Reuter, responsabile della Commissione Mass Media della Conferenza episcopale. (S.S.)