Misna

CHINA 25/11/2003 14:28

Cristiani arrestati e inviati in campi di lavoro

Gli abitanti di un villaggio della provincia di Guangxi (Cina meridionale) hanno accusato oggi la polizia locale di aver arrestato nei mesi scorsi persone in possesso di Bibbie e averle costrette ai lavori forzati nell’ambito di una campagna per sradicare le "organizzazioni religiose illegali". Un documento con queste accuse è stato consegnato dagli abitanti della contea di Xilin all’agenzia ‘France Press’: nel testo si afferma che, durante la notte dello scorso 27 aprile, una quarantina di poliziotti ha fatto irruzione in villaggi abitati da cristiani, perquisendo le abitazioni in cerca di Bibbie e altro materiale religioso.

La notizia è confermata dai documenti ufficiali relativi agli arresti, secondo i quali tre persone provenienti dai villaggi di Weishan e Tianbao sono state prelevate da casa, condannate senza processo a 18 mesi e recluse in un campo di lavoro gestito da un’azienda. Dopo ripetuti tentativi andati a vuoto, il 21 ottobre i familiari dei reclusi hanno potuto finalmente far visita ai propri cari.

Dalla fine degli anni Novanta le forze di sicurezza avevano cominciato a sospettare che nei villaggi dello Guangxi si svolgessero attività religiose considerate illegali da Pechino. Secondo il ‘Centro di informazione sui diritti umani’ con sede a Hong Kong, la campagna nazionale mirata a eliminare le "organizzazioni religiose illegali" potrebbe arrivare a colpire, direttamente o indirettamente, fino a 50 milioni di cinesi. In Cina le comunità religiose sono tollerate solo se professano il proprio credo nell’ambito di strutture riconosciute e controllate dal governo. [LM]