Avvenire, 28 novembre 2003

Nuovi referendum a Taiwan, Cina furiosa

TAIPEI. Il Parlamento taiwanese con 114 voti a favore e 96 contro ha approvato la proposta di legge che consente di tenere referendum su questioni di particolare sensibilità come modificare la costituzione. L'approvazione è avvenuta malgrado i moniti lanciati da Pechino, che aveva annunciato che "avrebbe risposto duramente" se la proposta di legge fosse stata approvata. Un passo che secondo Pechino avvicina Taiwan all'indipendenza, mentre la Cina considera l'isola una provincia ribelle sin dal 1949 quando i cinesi nazionalisti guidati dal generalissimo Chiang Kai-shek, sconfitti ad opera dei comunisti di Mao Tze Tung, si rifugiarono a Formosa. "Se la proposta di legge sul referendum passa, credo che la nostra risposta sarà molto forte", ha dichiarato Zhang Mingqing, portavoce dell'Ufficio cinese responsabile degli affari di Taiwan.

Per oltre una settimana funzionari di Pechino, ma anche lo stesso premier cinese Wen Jiabao, hanno attaccato il presidente taiwanese Chen Sui-bian proprio per la proposta di legge sull'uso dello strumento del referendum per consultare l'opinione pubblica su questioni di rilevanza particolare. Chen viene accusato di voler avviare questo processo per dichiarare ufficialmente l'indipendenza di Taiwan e, perciò, il governo cinese ha chiesto agli Usa di interrompere gli aiuti a favore di Taiwan. Pechino ha sostenuto che modificando la Costituzione, la bandiera e ridefinendo il proprio territorio, Taiwan in pratica compirebbe una dichiarazione di indipendenza.