Avvenire, 16 gennaio 2004
Parigi, i professori non "promuovono" la nuova legge che vieterà il velo islamico
Da Parigi (D.Z.)
Una nuova conferma delle profonde divisioni suscitate in Francia dal progetto di legge sui segni religiosi, è giunta ieri a livello istituzionale. Il Consiglio superiore dell'educazione (Cse), principale assemblea di rappresentanza del mondo educativo presieduta dal ministro Luc Ferry, si è ieri in larga maggioranza rifiutato di esprimere un giudizio sul testo legislativo redatto dallo stesso ministro.
Dei 70 membri presenti (dei 97 ufficiali) per l'"approvazione" del progetto di legge, 29 hanno rifiutato di pronunciarsi e 16 hanno espresso un'astensione. A favore del tanto discusso provvedimento soltanto 16 voti, contro 9 apertamente contrari.
Nonostante ciò il ministro Ferry ha successivamente diramato un comunicato per salutare "il parere favorevole del Cse sul progetto di legge relativo all'applicazione del principio di laicità nelle scuole, nei collegi e nei licei pubblici". Aggiungendo che le organizzazioni di insegnanti, genitori e studenti del Cse "saranno strettamente associate alla redazione dei testi e alla definizione delle modalità d'applicazione della legge che entrerà in vigore all'inizio del prossimo anno scolastico".
Nonostante le "certezze" espresse dal ministro Ferry, la maggioranza dei sindacati e degli altri organismi della scuola continua a mantenere un atteggiamento molto critico. A destare insoddisfazione è lo specifico testo - tre brevi articoli in tutto - presentato da Ferry ma in molti casi anche l'opportunità stessa di un provvedimento i cui "rischi sociali" continuano ad essere ampiamente evidenziati da intellettuali, esperti e mondo associativo.