Avvenire on line, 17 gennaio 2004

LE CIFRE DELLA CRISI

Sono 115mila i casi di separazioni e divorzi all’anno: avviene una "rottura matrimoniale" ogni 4 minuti e mezzo. E ogni sette si pratica un aborto. È il Paese con il più alto tasso di denatalità

Spagna, Sos per la famiglia

Da Madrid Michela Coricelli

Un'anziana di 86 anni, affetta da demenza senile, è stata abbandonata diverse ore per la strada dai suoi familiari. La scusa: in quel momento nessuno aveva tempo per stare con la nonna. Un tribunale ha condannato i membri della famiglia a pagare una multa irrisoria: 240 euro ciascuno e un'indennizzazione di 1000 euro per l'ultraottantenne. Quasi contemporaneamente, un'altra corte spagnola imponeva al proprietario di un cane una multa di 4.500 euro per aver abbandonato l'animale. Storie paradossali e stridenti, in un Paese che considera la famiglia ancora come l'istituzione più importante. In realtà il panorama non è affatto incoraggiante. Secondo il rapporto "Evoluzione della famiglia in Spagna 2003", elaborato dall'Istituto di Politica familiare, ogni anno nel Paese iberico si registrano 115mila casi di separazioni e divorzi: si verifica "una rottura matrimoniale ogni 4,6 minuti" avverte lo studio, che sottolinea un incremento del 72% rispetto al 1992. I dati sono allarmanti anche su altri fronti: ogni sette minuti si pratica un aborto. Soltanto nel 2001 i casi furono quasi 70mila.

Le cause della crisi che soffre l'istituzione familiare sono molteplici: dall'invecchiamento della popolazione al calo della natalità, dall'aumento delle separazioni allo "svuotamento" di nuclei sempre più monoparentali. La solitudine non è più un'eccezione: "La media (delle famiglie, ndr) è già inferiore ai tre membri. Oltre il 20% dei nuclei sono formati da persone sole, delle quali il 50% ha superato i 65 anni". Al contrario, le famiglie numerose sono in via di estinzione: i nuclei con cinque membri "sono diminuiti vertiginosamente passando dal 30% circa nel 1980, all'attuale 11%".

Nonostante l'avvio di alcune leggi e misure d'appoggio per le famiglie - avverte l'Istituto - "persiste ancora una politica assistenziale e insufficiente".

La piramide d'età del Paese si è ribaltata, mettendo in pericolo gli equilibri sociali. Gli ultrasessantacinquenni rappresentano già il 17% della popolazione, mentre i giovani continuano a diminuire. L'allarme demografico produrrà a medio termine problemi "come la diminuzione di fondi per la previdenza sociale, l'aumento della spesa sanitaria e l'incremento del budget per la politica pensionistica". La Spagna - con l'indice di fecondità più basso del mondo (1,26 figli per madre nel 2002) - è anche uno dei Paesi europei in cui le madri ritardano di più la prima gravidanza: la media è di 30,8 anni. Se non bastasse, l'Istituto di Politica familiare fa i conti in tasca al governo e ricorda che "la Spagna è uno dei Paesi dell'Ue con meno aiuti per le famiglie": se la media della spesa comunitaria è del 2,2% del Pil, qui è dello 0,4%. Di fronte a questo quadro, l'associazione chiede una politica "integrale", un ministero ad hoc per la famiglia, una legge specifica, l'aumento degli aiuti sotto forma di misure fiscali e sociali, la riduzione dell'Iva sui prodotti infantili, e la riforma dell'Irpef.