Misna, 23 gennaio 2004 - 10:53

INDONESIA

Sulawesi centrale: scontri interreligiosi, vittime

Una persona è morta, altre due sono gravemente ferite e 4 case sono state date alle fiamme a Donggala (Sulawesi centrale, Indonesia), in scontri interreligiosi analoghi a quelli scoppiati in questa stessa area tra il 1999 e il 2001. Alcuni abitanti di Maranatha, località abitata in prevalenza da cristiani, e altri di Sidondo, in cui predominano i musulmani, si sono scontrati mercoledì sera, ma la notizia è stata data solo oggi dalla stampa indonesiana. Secondo fonti locali, all’origine delle violenze c’è una lite tra residenti delle due località: un contadino di Sidondo ha picchiato un altro di Maranatha. La vittima ha riferito l’episodio ai concittadini, che hanno costituito una sorta di pattuglia di sicurezza per proteggere l’abitato. Ciononostante, un gruppo di abitanti di Sidondo ha fatto irruzione a Maranatha e ha iniziato a dar fuoco alle case. Un rappresentante dei cittadini, Samuel Malatinggi, ha cercato di spegnere le fiamme ma è stato ucciso all’istante. I due feriti sono un 56enne di Maranatha e un uomo di 42 anni di Sidondo. Decine di poliziotti sono stati inviati sul posto per prevenire altri disordini, mentre alcuni abitanti locali sono fuggiti e altri si sono messi a protezione del territorio.

Tra il 1999 e il 2001 a Poso - sempre nel Sulawesi centrale - il conflitto fra cristiani e musulmani ha provocato almeno un migliaio di vittime (oltre 2mila secondo altre fonti) e costretto centinaia di persone ad abbandonare le proprie case nei villaggi. Il 20 dicembre 2001 è stato firmato un accordo di pace, ma sporadiche violenze sono proseguite nella zona.

Un’altra regione che soffre di tensioni etnico-religiose è l’arcipelago delle Molucche, teatro di un triennale conflitto (1999-2002) costato la vita a circa 12.500 persone. [LM]