Lepanto, Roma, Anno VIII, maggio-giugno
1990, n. 98-99 (www.lepanto.org)

Un messaggio di speranza per il nostro
tempo: le profezie della Madonna del Buon Successo
All’una di
notte del 2 febbraio 1594, la giovane badessa del convento dell’Immacolata
Concezione della città di Quito (Equador), madre Mariana Torres Berriochoa,
scese a pregare nel coro della cappella, come soleva fare da tempo con grande
fervore, raccomandando a Dio le sorti della sua piccola comunità monastica. Ad
un certo momento ebbe la netta impressione che qualcuno fosse presente, ed
infatti si sentì chiamare per nome. Improvvisamente vide una bellissima Signora
circondata di gloria e di splendore, vestita da monaca, che con la mano
sinistra sosteneva un Bambino di celestiale bellezza, mentre con la mano destra
stringeva un pastorale abbaziale di oro brunito e costellato di pietre
preziose. Nel contemplarla attonita, la badessa fu inondata di una gioia
inesprimibile e provò per Dio un amore così intenso che, se non avesse avuto
una speciale protezione, ne sarebbe morta all’istante. Non appena riuscì a
parlare, madre Mariana chiese alla Signora chi fosse, ed ella rispose: “Sono
Maria del Buon Successo, regina dei Cieli e della terra”.
Con questa
scena semplice e mirabile iniziava la prodigiosa serie di apparizioni della
Madonna avvenuta a Quito, tra la fine del secolo XVI e l’inizio del secolo
XVII, alla sua privilegiata figlia madre Mariana, nata da una nobile famiglia
di origine spagnola, uno dei primi fiori di santità sbocciati in terra
americana. In una recente biografia di questa sconosciuta figura (“Madera para esculpir l’imagen de una santa”,
Quito-Bedford, 1987), l’attuale cappellano del monastero dell’Immacolata e
direttore degli Archivi diocesani di Quito, mons. Luis Cadena y Almeida, ne ha
messo in luce le virtù rilevando la straordinaria importanza del messaggio
lasciatole dalla Madonna per l’umanità. Questo messaggio infatti, pur se
lanciato quattro secoli fa, raggiunge direttamente il nostro tempo perché
descrive la situazione del mondo e della Chiesa di oggi, esprimendo ammonizioni
e sollevando speranze che gettano luce sull’epoca di grave crisi che stiamo
vivendo.
Nelle sue
apparizioni alla madre Mariana, la Madonna del Buon Successo non si è limitata
ad incoraggiare la badessa sulle sorti della comunità di suore che guidava ed a
garantire la sua protezione sul monastero, ma ha anche profetizzato il destino
della nazione equadoregna, della Cristianità occidentale e della stessa Chiesa
universale.
* *
*
Per quanto riguarda l’Equador, la
Beatissima Vergine ha preannunciato, con due secoli e mezzo di anticipo, la
consacrazione pubblica di questa nazione al sacro Cuore di Gesù:
“Nel secolo
XIX verrà un Presidente veramente cristiano, un uomo di carattere, al quale il
Signore concederà la palma del martirio sulla piazza antistante a questo mio
convento; egli consacrerà la Repubblica al Divino Cuore del mio amatissimo
Figlio e questa consacrazione sosterrà la Religione cattolica negli anni successivi,
che saranno funesti per la Chiesa. In quel tempo una setta maledetta, la
Massoneria, si impadronirà del governo civile e vi sarà una crudele
persecuzione di tutte le comunità religiose che colpirà anche questa mia
comunità: per colpa di uomini sciagurati, il monastero verrà soppresso. Ma Dio
vive, e vivo anch’io, per suscitare fra loro stessi dei potenti difensori;
porremo contro di loro degli ostacoli impossibili da superare, e il trionfo
sarà nostro” (Seconda apparizione, 16 gennaio 1599).
Alla fine del
secolo scorso [XIX], tutto ciò si è puntualmente realizzato. Nel 1873, infatti
il valoroso Presidente dell’Equador, Gabriel Garcia Moreno, fece consacrare
solennemente la sua nazione al Sacro Cuore di Gesù, dopo aver combattuto
energicamente l’influenza della Massoneria nella vita pubblica del suo Paese
con il suo santo esempio, col governo e con le leggi. Pochi anni dopo la setta
anticristiana si vendicò facendo assassinare il Presidente mentre usciva da una
chiesa, proprio di fronte al monastero dell’Immacolata Concezione, come la
Madonna aveva profetizzato. Più tardi si scatenò ferocemente la persecuzione
delle congregazioni religiose.
Ma la parte
più impressionante, e più interessante per noi, del messaggio profetico, è
quella che riguarda la situazione del
mondo e della Chiesa. La notte del 2 febbraio 1634, mentre madre Mariana
pregava nel coro della cappella, notò che la lampada del Tabernacolo si era
spenta, lasciandola al buio quasi completo. Stava per andare a riaccenderla,
quando si sentì come bloccata da una forza sconosciuta e restò quindi in
attesa. Improvvisamente apparve per la terza volta la Madonna, vincendo le
tenebre col suo splendore e illuminando la chiesa come se fosse giorno pieno.
Confidando alla veggente un suo segreto, la Beatissima Vergine le spiegò il
significato di questa apparizione.
“Lo spegnersi
della lampada che arde davanti all’Amore prigioniero ha molti significati. Il
primo è questo: alla fine del XIX secolo e per grande parte del XX, si
diffonderanno varie eresie, e, sotto il loro potere, la luce preziosa della
Fede si spegnerà nelle anime per opera della quasi totale corruzione dei
costumi. In quel tempo vi saranno grandi calamità fisiche e morali, pubbliche e
private. Le poche anime rimaste fedeli ala grazia soffriranno un martirio tanto
crudele e indicibile quanto prolungato; molte di esse scenderanno nella tomba
per la violenza delle loro sofferenze e verrano considerate come martiri
sacrificatisi per la Chiesa e per la Patria. (…)
“Il terzo
significato dello spegnimento della lampada è dovuto allo spirito avvelenato di
impurità che in quel tempo dominerà, percorrendo le strade, le piazze e i
luoghi pubblici come un mare immondo e godendo di una libertà talmente
sorprendente che quasi non resteranno più nel mondo anime vergini.
“Il quarto
significato è il riconoscimento del potere delle sette, che abilmente si
introdurrà nelle famiglie estinguendo l’innocenza nei cuori dei piccoli,
soffocando in tal modo anche le vocazioni sacerdotali. (...) Disgraziatamente,
la Chiesa passerà allora attraverso una notte oscura in cui mancherà un prelato
e un padre che vegli con amore, con dolcezza e forza, perspicacia e prudenza, e
molte anime si perderanno mettendo in pericolo la loro stessa salvezza eterna.
“Il quinto
motivo dell’estinzione della lampada sta nell’insensibilità e nel disinteresse
di quella gente che, pur possedendo abbondanti ricchezze, resterà indifferente
all’oppressione della Chiesa, alla persecuzione della virtù e al trionfo dei
malvagi, trascurando di impiegare santamente le loro ricchezze per ottenere la
distruzione del male e la restaurazione della Fede”.
Questa epoca
di tenebre culminerà con “una guerra terribile e spaventosa, in cui scorrerà
sangue di ogni nazione. Questa sarà la più orribile delle notti perché, secondo
umane apparenze, la malvagità sarà trionfante. Eppure sarà giunta la mia ora,
in cui io, in maniera meravigliosa, detronizzerò il superbo e maledetto Satana,
ponendolo sotto il mio piede e incatenandolo nell’abisso infernale, liberando
infine la Chiesa e la Patria dalla sua crudele tirannia”.
Molti saranno
i fattori che cooperano alla rivincita di Maria e alla restaurazione della
Chiesa e della Cristianità, ma uno solo, determinante, viene enunciato dalla
Madonna: il ruolo che avrà un uomo privilegiato, un “gran prelato”:
“Prega con
insistenza, reclama senza stancarti e piangi con lacrime amare nel segreto del
tuo cuore, chiedendo al nostro Padre celeste che, per amore del Cuore Eucaristico del mio santissimo Figlio,
ponga fine quanto prima a questi tempi funesti inviando alla Chiesa quel
prelato che dovrà restaurare lo spirito dei suoi sacerdoti. Questo mio
amatissimo figlio verrà dotato di una capacità rara, di umiltà di cuore, di
docilità alle divine ispirazioni, di fortezza per difendere i diritti della
Chiesa e di un animo tenero e compassionevole, affinché, come un altro Cristo,
provveda al grande e al piccolo, senza disprezzare i più infelici. (…) In sua
mano verrà posta la bilancia del Santuario, affinché tutto venga fatto con peso
e misura e affinché Dio venga glorificato. Alla rapida venuta di questo padre e
prelato, però, sarà di ostacolo quella timidezza di tutte le anime consacrate a
Dio, che è anche causa del dominio di Satana su queste terre”.
* *
*
Racconta il biografo che la madre
Mariana, terribilmente impressionata dallo scenario di tenebre e di apostasia
che la Madonna le aveva dipinto, si prostrò a terra tremante e le chiese
arditamente di concederle il miracolo di mantenerla in vita fino al XX secolo,
affinché potesse combattere sulla terra contro quell’ondata di empietà. La
Beatissima Vergine non le concesse questa grazia, ma la rassicurò ripetendole
che avrebbe Ella stessa assunto il comando della battaglia decisiva,
confermando di essere “Regina delle vittorie”.
Volendo lasciare
alla veggente e alle suore del monastero un segno tangibile della sua visita e
della sua protezione, la Madonna comandò a madre Mariana di far scolpire una
statua che la rappresentasse il più fedelmente possibile. L’immagine doveva
avere nella mano destra un bastone apostolico e le chiavi della clausura, in
segno della autorità e della proprietà della Vergine sulla congregazione,
sorreggendo invece nella mano sinistra il Bambino Gesù benedicente. Tutto fu
fatto com’era stato comandato, e, al momento dell’intronizzazione della statua
nella cappella, la mattina del 16 gennaio 1611, mentre le suore si avviavano in
chiesa per recitare il Piccolo Officio della Madonna, udirono risuonare
armoniose melodie: nell’entrare nella cappella, videro il coro illuminato di
luce soprannaturale, mentre alcuni Angeli, cantando il “Salve sancta Parens” al
suono di musiche celestiali, ponevano al suo posto la statua appena terminata.
Questa immagine può ancor oggi essere venerata nella stessa cappella del
monastero, sopravvissuto a molte persecuzioni e rovine.
La Chiesa ha
sempre considerato queste apparizioni come attendibili, e quanto al messaggio
che annunciano, il fatto stesso che in parte si sia già realizzato da tempo e
in parte si stia ormai realizzando sotto i nostri occhi, è da solo una garanzia
della sua veridicità. E’ facile inoltre mettere in evidenza la piena armonia che esiste tra questa
profezia e quella di Fatima: entrambe descrivono il nostro secolo come
l’epoca della grande apostasia, della persecuzione dei fedeli e del terribile
castigo divino, ma entrambe aprono anche uno spiraglio per farci intravedere
l’alba dell’immenso trionfo della Vergine sull’antico Serpente, della
restaurazione della Chiesa e della Cristianità sulle rovine della Rivoluzione
anticristiana: annunciano insomma il Regno di Maria e del suo Cuore Immacolato.
Se la Madonna ha voluto turbare il cuore della sua veggente e di noi tutti
facendoci vedere lo spegnersi della lampada che ardeva davanti al Tabernacolo,
ossia l’estinzione quasi totale della vera Fede ad opera delle potenze delle
tenebre, lo ha fatto non solo per mettere in guardia i fedeli da facili ma
fallaci certezze e per spronarli alla vigilanza più rigorosa, ma anche per
rassicurarli preavvisandoli dei tempi oscuri che dovranno attraversare e per
dare loro in anticipo la certezza dell’imminente trionfo sulle avversità che
dovranno affrontare.
Anche se per
un certo tempo la lampada del Santuario resterà spenta, sappiamo già che la
Madonna stessa avrà cura di riaccenderla, più splendente di prima. Resta allo
zelo dei cattolici rimasti fedeli il compito di pregare e di agire per
affrettare quel benedetto giorno del trionfo che madre Mariana agognò di
vedere. Con una delle sue frasi folgoranti, sant’Agostino ci consola affermando
che, se avremo l’animo di sperare in ciò che non possiamo ancora vedere,
otterremo forse da Dio la grazia di vedere con i nostri occhi ciò che abbiamo
eroicamente sperato.