Avvenire, 13 febbraio 2004
Putin: "Una tragedia il crollo dell'Urss"
Giovanni Bensi
MOSCA. La caduta dell'Urss è stata "una tragedia nazionale di enormi proporzioni". Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin (nella foto) presentando al suo staff elettorale il programma per il voto del 14 marzo. E ha aggiunto che la gente comune "non ha guadagnato nulla, ma si è scontrata solo con un'enorme quantità di problemi". L'unico vantaggio è che la Russia "ha cessato di essere la mucca che tutti mungono". Non una parola sul fatto che la caduta dell'Urss ha dato ai suoi abitanti un vantaggio non trascurabile, la fine della dittatura. Putin evidentemente corteggia l'elettorato nostalgico: un recente sondaggio ha rivelato che il 58% dei russi ritiene compito prioritario del presidente "restituire alla Russia il ruolo di grande potenza" e che il 76% è favorevole ad "una qualche forma di censura sui media". Assecondando queste tendenze Putin ha poi sostenuto che la Russia non ha bisogno di aiuti dall'estero: "Ma perché dovrebbero aiutarci? Siamo forse degli incapaci?", si è chiesto. Putin si è dichiarato contrario a modificare la Costituzione per portare il mandato presidenziale dagli attuali 4 a 7 anni. "Se uno vuole lavorare in piena efficienza per sette anni - ha detto - rischia di uscire di senno". Quindi ha invitato le forze dell'ordine a combattere con maggiore efficacia il terrorismo e ha rivendicato al presidente il diritto di raccomandare agli elettori il proprio successore.