RADIO VATICANA-Radiogiornale / CHIESA E SOCIETA’, 18 febbraio 2004
In India non si fermano le violenze: molti cristiani che vivono nei villaggi vengono obbligati da gruppi di fondamentalisti indù a rinconvertirsi all’induismo
NEW DELHI. = Non si riesce ad interrompere la spirale di violenza in India. In un villaggio, nello stato di Orissa, ad est del Paese, gruppi di fondamentalisti indù, obbligano i convertiti al Cristianesimo a sottoporsi alla tonsura: un rito che consiste nel taglio di ciocche di capelli in cinque punti diversi della testa; simboleggia da parte di chi lo subisce la riconversione all’induismo e la rinunzia al mondo.
Lo scorso 6 febbraio, sei donne, tra cui due ragazze di 15 anni, del villaggio di Kilipal, sono state trascinate fuori delle loro abitazioni, picchiate e poi sottoposte allo stesso rito. Alcune di loro sono state denudate per aver resistito alle aggressioni.
Il clima è, dunque, quello di terrore: diversi abitanti sono stati costretti a lasciare il villaggio, altri invece si sono rifugiati nelle chiese temendo rappresaglie dopo le loro resistenze. Alcuni degli aggressori sono gli stessi parenti indù delle vittime.
In realtà gli atti di violenza si perpetrano da anni; a questo proposito, John Dayal, Segretario Generale dell’All Indian Christian Council (Aicc), ha inviato una lettera ufficiale al Presidente della Commissione Nazionale per i Diritti Umani. Nell’aprile 2000, le gerarchie della Chiesa cattolica di Orissa, si sono opposte con una petizione ad una direttiva di questo Stato, secondo cui un cittadino può convertirsi a un’altra religione solo dopo aver ottenuto un permesso dal governo. (F.C)