Vidimus Dominum
Cinema: sito domenicani USA giudica positivamente film di Gibson sulla Passione
Padre Kania ritiene utili le trasposizioni moderne della vita di Cristo
Washington (USA), 20 febbraio (VID) – Il film di Mel Gibson sulla Passione di Cristo? E’ un tentativo di ri-descrivere in termini attuali una storia che ha direttamente a che fare con il peccato e con il significato della vita degli uomini. Il giudizio, nell’insieme positivo, viene da padre Don Kania, OP, "webmaster" del sito internet dell’Ordine dei Predicatori negli USA.
Ed è un fatto che il film ha aperto un ampio dibattito nella Chiesa e nelle comunità religiose ebree e protestanti, come dimostrano anche i nove messaggi dei lettori dell’articolo di padre Kania, che sono stati inseriti in poche ore a corredo dell’articolo sempre sul sito dei Domenicani.
Nel suo testo, padre Kania si riferisce anche ad altre trasposizioni cinematografiche della storia della Passione, come ad esempio il film di Martin Scorzese intitolato "L’ultima tentazione di Cristo".
"Le espressioni contemporanee della Passione di Gesù – rileva padre Kania – vanno certo oltre quanto espressamente contenuto nelle Scritture. E possono apparire più estreme nei loro contenuti. Queste tecniche servono a dare un significato alla Passione, pensando alle generazioni di oggi.
La licenza dell’artista rende la vita di Cristo significativa per tutti i cristiani e per tutte le generazioni, non solo per Cristo stesso o per quanti sono così fortunati da avere una fede forte". In fondo – argomentò il religioso – "per secoli" una rappresentazione per immagini della Passione è venuta dalle stazioni della "via della Croce", che ha continuato a dare "significato" ed attualità all’esperienza dolorosa che consente la resurrezione degli uomini.
"E questo – conclude padre Kania – è esattamente l’obiettivo che avevano coloro che hanno scritto il Vangelo, ciò che volevano noi credessimo".
Nei mesi scorsi, un primo giudizio positivo nell’insieme sul film di Gibson era stato espresso da un altro domenicano, padre Augustine Di Noia, sotto-segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede. In una lunga intervista all’agenzia "Zenit", poi ripubblicata anche dal sito dei Domenicani USA ed oggi spesso citata, aveva espresso un giudizio positivo sul film.