RADIO VATICANA
Radiogiornale
IL PAPA E LA SANTA SEDE
23 febbraio 2004
"Un primo passo": così, il Cardinale Walter Kasper, ai nostri microfoni, sull’incontro con il patriarca Alessio II, ieri a Mosca. Messaggio di auguri del Papa per il 75.mo compleanno di Alessio II
- Intervista con il porporato -
Con l’incontro di ieri a Mosca tra il cardinale Walter Kasper e il Patriarca di Mosca Alessio II si è conclusa la visita del presidente del Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani. Un evento significativo sulla via del dialogo ecumenico. Ripercorriamo, dunque, le tappe di questa visita nel servizio di Alessandro Gisotti:
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Rafforzare il dialogo tra Chiesa cattolica e Patriarcato di Mosca: con tale intento, martedì 17 febbraio è iniziata la visita in Russia del cardinale Kasper, su invito dei presuli nella Federazione russa. L’arrivo a Mosca del porporato è stato preceduto dalla diffusione da parte del Patriarcato di Mosca delle critiche ortodosse sull’ipotesi dell’istituzione di un Patriarcato greco-cattolico in Ucraina. Il 19 febbraio è il giorno dell’incontro con il capo del Dipartimento per le relazioni ecclesiastiche estere del Patriarcato di Mosca, il metropolita di Smolensk e Kaliningrad, Kirill. Al termine del colloquio, è stato deciso che "per la soluzione di singole questioni nelle relazioni tra la Chiesa ortodossa russa e la Chiesa cattolica, si dovrebbe costituire un gruppo congiunto di lavoro, composto da rappresentanti di entrambe le Chiese".
Questa dovrebbe essere la via principale per rispondere alle obiezioni di proselitismo avanzate da parte ortodossa così da affrontare casi concreti senza fermarsi alle accuse generiche. Il cardinale Kasper ha assicurato che "è desiderio della Santa Sede di mantenere e rafforzare ulteriormente relazioni positive con le Chiese ortodosse", prendendo in seria considerazione le obiezioni avanzate dai Patriarchi sull’ipotesi del Patriarcato greco cattolico in Ucraina ed evitando atti che portino alla interruzione dei rapporti. Nell’incontro con l’Accademia ecclesiastica del Patriarcato di Mosca, sono state sviluppate - con molte prospettive positive - le possibilità di collaborazione e dialogo sul piano accademico, con scambio di professori, borse di studio, ecc. Ieri, infine, l’atteso colloquio con il Patriarca Alessio II. In apertura d’incontro, il cardinale Kasper ha consegnato al Patriarca - che oggi compie 75 anni - un messaggio personale di auguri del Papa. Sul clima ed i risultati dell’incontro di ieri, ecco la testimonianza del porporato, raggiunto telefonicamente a Mosca da Roberto Piermarini:
R. – Sono soddisfatto perché l’incontro c’è stato; all’inizio il Patriarca ha ripetuto gli argomenti, noti da anni. Nella seconda fase abbiamo avuto uno scambio di opinioni su vari temi. Spero che sia stato utile. Si vedrà soltanto nel prossimo futuro se si calmerà il tono della polemica e se giungeremo ad un dialogo, ad una collaborazione. Penso che comunque sia un primo passo.
D. – Lei è rimasto soddisfatto degli incontri di questi giorni a Mosca?
R. – Sì, anche se di altri sono rimasto più soddisfatto. E’ un primo passo. Adesso dobbiamo vedere se possiamo avviare una collaborazione seria, un dialogo serio. Penso che si potrà giudicare solo nel prossimo futuro.
Uno dei punti di incontro – nel colloquio – tra le preoccupazioni comuni della Chiesa cattolica e quella ortodossa è stata la difesa e promozione dei valori cristiani nel contesto della costruzione dell’Europa, tema sul quale il Patriarca si è dimostrato particolarmente sensibile.
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Corriere della Sera, 23 febbraio 2004
Ma il viaggio del Papa resta lontano
Luigi Accattoli
LO SCENARIO
CITTA’ DEL VATICANO — Il disgelo con il Patriarcato di Mosca è per Papa Wojtyla una bella notizia, ma forse tardiva. Gli permetterà di sanare un contenzioso inaspettato, insorto sotto il suo Pontificato e che aveva peggiorato i rapporti rispetto a come li aveva lasciati Paolo VI. Ma è ben difficile che lo porti a Mosca. La difficoltà non viene soltanto dalla salute del Papa, ma anche dai tempi del disgelo. La sfida della salute è evidente, tant’è che nessuno sa dire se Giovanni Paolo viaggerà ancora. " Ha sul tavolo cinque inviti " , viene ripetendo da mesi il portavoce Navarro- Valls.
Al momento il grande vecchio sta bene. Rispetto all’ottobre scorso, quando festeggiava il 25 ? di Pontificato, ha recuperato in capacità di fiato e chiarezza di parola. Intorno a Natale è tornato a pronunciare lunghi discorsi e sabato ha sorpreso tutti con una parlata improvvisata di alcuni minuti, come non gli capitava da quasi un anno.
Certo non muove un passo, tuttavia ha già fatto quattro viaggi senza camminare e dunque potrebbe farne un quinto.
E se fosse per andare a Mosca, sarebbe ben capace di affrontare il disagio aggiuntivo della minore scioltezza di parola.
Ma — si diceva — non è solo una questione di salute. Il disgelo con il Patriarcato al momento fa pensare a tempi lunghi, per un accordo: non qualche mese, ma almeno un anno, o forse più. E come starà, tra un anno, Giovanni Paolo? Nulla gli è nemico quanto i tempi lunghi.
Il Papa slavo ha sempre sognato di poter compiere una visita a Mosca: per abbracciare il Patriarca di tutte le Russie e per incoraggiare la piccola minoranza cattolica che vive in quel Paese. Un sogno proibito, ma coltivato con la tenacia di cui l’uomo è capace.
L'idea di un viaggio verso la " terza Roma " divenne concreta nel 1988, quando Giovanni Paolo mandò a Mosca una delegazione di 18 cardinali per il millennio dell'Ortodossia russa e ne ebbe in cambio, nel dicembre del 1989, la visita di Gorbaciov in Vaticano, che l'invitò a Mosca. Ma il sogno di quel viaggio non fece in tempo a uscire dal veto del Cremlino, che incappò in quello della Chiesa sorella, a motivo dello scontro tra ortodossi e cattolici di rito orientale in Ucraina e a motivo della nomina — da parte del Papa — di quattro vescovi per i cattolici che vivono in Russia.