Corriere della Sera, 25 febbraio 2004
Il vice di Osama: puniremo la Francia per il velo vietato
Guido Olimpio
LA SFIDA
A dar retta a certe ricostruzioni era "in trappola con Osama". Invece, Ayman Zawahiri, il luogotenente egiziano di Bin Laden, si è fatto vivo giocando la carta mediatica. Con tempismo e senso politico. Dal suo rifugio — le montagne afghano- pachistane? Il covo in una città giungla come Karachi? — ha fatto trapelare due messaggi. Il primo, sulla tv satellitare Al Arabya, è rivolto alla Francia e affronta la polemica del velo. Evidente tentativo del vero ideologo di Al Qaeda di inserirsi in un dibattito sensibile per milioni di immigrati musulmani in Occidente. Il secondo messaggio, affidato alla concorrente Al Jazeera, è diretto agli Usa e confuta i bollettini di Bush: "E’ una bugia che i due terzi dei dirigenti di Al Qaeda siano stati catturati".
Zawahiri invita il presidente Usa a rafforzare le misure di sicurezza perché sono in arrivo nuovi attacchi portati dalle "legioni inviate a New York e Washington".
Anche se non si sono verificati gli attentati più volte minacciati, la leadership di Al Qaeda mostra di possedere grande dinamismo dialettico. Ma le sortite elettroniche possono riservare brutte sorprese. Il "dottore" è certo che la registrazione dei nastri non rappresenti una traccia per l’intelligence Usa? E se le rivelazioni di questi giorni fossero esche per indurre i capi di Al Qaeda a fare una mossa falsa? Zawahiri ha accettato il rischio. Proponendosi con la tunica del mujahed e il mantello del leader. Scenari di guerra accompagnati dalle riflessioni sul contrasto sul velo.
L’egiziano sa di cogliere gli umori di tanti musulmani che, lontani dalle visioni dell’Islam rivoluzionario, possono sentirsi discriminati dalla legge francese. Il messaggio di Zawahiri è semplice e populista, dunque rivolto ad una base ampia: "La Francia è il Paese delle libertà. Libertà che permettono di mostrare il corpo e di essere immorali e depravati... Sei libero di mostrare te stesso ma non di vestire in modo casto... Questo è un nuovo segnale dell’odio crociato che gli occidentali nutrono contro i musulmani".
L’intervento è in linea con quanto avviene in larghi settori dell’Islam radicale, compresa Al Qaeda: un dibattito sulla strategia da adottare. Le stragi di Riad, Casablanca e Istanbul si sono rivelate un boomerang: l’assassinio di musulmani da parte di altri musulmani ha scatenato critiche su Internet, diventata un’ "agorà" integralista. Nel movimento c’è stato un ripiegamento. Osama è tornato a concentrarsi sul Golfo Persico suggerendo la creazione di un governo di saggi guidati da un ulema. Ossia, lui in persona. Una visione che però non può prescindere dal fucile.
L’estremismo qaedista non può essere servito solo con la parola. Ecco le minacce di Zawahiri agli Usa per soddisfare i discepoli della Jihad.
Nel nastro registrato il numero due di Al Qaeda ribatte, punto su punto, il discorso di Bush sullo stato dell’Unione. Il presidente aveva dipinto il nemico terrorista debole e falcidiato dagli arresti. Per Zawahiri sono "bugie e trucchi" , come l’analisi, sempre di Bush, di un "Iraq democratico" e un "Afghanistan sicuro". Il medico- terrorista ammonisce la Casa Bianca a non farsi illusioni sul futuro perché si troverà davanti "legioni su legioni in cerca di martirio e paradiso".
Segnali inquietanti, condivisi dal direttore della Cia, George Tenet. Parlando al Congresso ha spiegato che Al Qaeda è alla ricerca di un attacco catastrofico stile 11 settembre. Il gruppo, ha detto, ha cercato di reclutare piloti di aerei di linea per superare i controlli negli scali. E potrebbe usare armi di distruzione di massa.
Piani che sarebbero all’origine dei tanti allarmi tra Natale e le prime settimane di gennaio.