Corriere della Sera, 27 febbraio 2004
In un solo giorno il regista ha quasi recuperato il costo del film. Avvio paragonabile a "Guerre stellari"
Record di Gibson, 24 milioni di dollari
Dietro il successo di "The Passion" anche il distributore Berney: sfida alle major di Hollywood
DAL NOSTRO INVIATO
LOS ANGELES — Quasi 24 milioni di dollari al debutto. Un record raggiunto solo dal secondo episodio di Guerre stellari e dai sequel di Matrix. Partenza da Guinness per The Passion of the Christ visto per la prima volta proprio nel mercoledì delle Ceneri in 4.643 sale Usa e canadesi, cui si aggiungono gli spettatori delle anteprime organizzate dalle chiese cristiane il 23 e 24 febbraio che hanno fruttato altri 3 milioni di dollari. Un incasso che ha già quasi ripagato i 25 milioni di dollari spesi da Mel Gibson per finanziare il film.
Ma dietro la croce e la corona di Cristo, che tante spine sta conficcando nell’establishment di Hollywood, si nasconde un uomo coraggioso, Bob Berney, che ha distribuito in Usa contro ogni pregiudizio The Passion in 4.000 copie, in barba alla Fox, tiratasi indietro per timore delle reazioni degli ebrei.
Bob è l’uomo nuovo dei prossimi Oscar essendo in lizza con due film bandiera che quest’anno hanno dato fastidio ai grossi circuiti americani legati agli Studios: Whale Rider e quel Monster con Charlize Theron.
Bob, uomo introverso, che in pratica vive in una saletta di proiezione, da anni gira i festival d’avanguardia per scoprire talenti, acquisire film e coprodurli.
Con tutti i registi con cui lavora stabilisce un rapporto profondo, tanto da essere sempre citato sul palco.
L’ultima è stata la Theron.
"Credo al rapporto che i leggendari mogul, uomini innamorati del cinema, stabilivano con i talenti. Credo agli attori e ai registi che perseguono i loro sogni anche dopo il rifiuto di uno Studios, non faccio mai distinzioni di sesso, religione e casta. M’interessa il talento più del business o delle alleanze di potere. Prima di aumentare a 800 le copie di Monster avevo creduto al film, come per The Passion" dice.
Mentre Hollywood si scanna, attaccando anche in modo personale Gibson, come Jeffrey Katzenberg e David Geffen, i partner di Spielberg nella Dreamworks che, riferisce il New York Times, hanno espresso "rabbia" per il film, o i presidenti di altri due Studios che hanno giurato di non far lavorare mai più il regista, Berney lavora ai prossimi successi, come il film scovato al Sundance, il forte The Woodsman di Nicole Kassell con Kevin Bacon nei panni di un pedofilo. Un’altra bomba per Hollywood.
Ma Berney non cerca lo scandalo: ha sovvertito le regole a Hollywood imponendo anche pellicole straniere. Con i successi de Il mio grosso grasso matrimonio greco e del film di culto Memento, Berney è la punta di diamante del cinema Usa davvero indipendente.
Sorride l’ex ragazzo dell’Oklahoma nel suo ufficio dove ci sono i poster dei film che ama, come quelli dei Coen, con lo stesso atteggiamento da studente di cinema che ha quando al Sundance Festival se ne va per proiezioni. Non ha raccolto provocazioni su The Passion: "Ho bisogno di passione e sincerità, senza giochi di potere capaci di compromettere scelte indipendenti: li ho trovati in Gibson e nel suo film, che mai ho giudicato antisemita" .
Giovanna Grassi
www.corriere.it In rete il trailer, le foto e il video della prima a New York