Misna, 7/4/2004 14:08

VATICAN CITY

SANTA SEDE: arresto vescovo cinese "inammissibile in uno stato di diritto"

Un gesto "inammissibile in uno Stato di diritto che dichiara di ‘garantire la libertà di religione’ e di ‘rispettare e preservare i diritti umani’": così il Vaticano, per voce del direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Joaquín Navarro-Valls, ha commentato l’arresto di un vescovo della Chiesa ‘clandestina’ in Cina. "Ancora una volta – si legge nella nota diffusa dal Vaticano – un membro della gerarchia cattolica viene privato della libertà personale senza fornire motivazioni giuridiche". Monsignor Jia Zhiguo - vescovo della Chiesa ‘clandestina’ – fedele al Papa e non riconosciuta dalle autorità di Pechino – è stato arrestato due giorni fa nel nord della Cina. La notizia è stata data solo oggi dalla Fondazione ‘Cardinale Kung’, un’organizzazione cattolica che ha sede in Connecticut, negli Stati Uniti.

Il presule, capo della diocesi di Shijiazhuang, è stato fermato dalla polizia nella sua abitazione, nel villaggio dei Wuqui, circa 250 chilometri a sud di Pechino; già in passato era stato più volte arrestato e l’anno scorso ha trascorso in carcere più di tre mesi. Sembra che la polizia abbia minacciato di chiudere l’orfanotrofio per disabili organizzato dal vescovo, e che ospita un centinaio di bambini abbandonati dalle famiglie.

All’inizio di marzo la polizia cinese arrestò il vescovo Wei Jingyi a Qiqihar, nella Cina nordorientale, suscitando una delle rare proteste pubbliche della Santa Sede. Il vescovo Wei venne rilasciato pochi giorni dopo.

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