Avvenire, 21 aprile 2004 (www.avvenire.it)

Un passo che deve segnare la svolta

I cristiani dimenticati troppo a lungo

La missione dell'Onu in Darfur per indagare sull'ipotesi di pulizia etnica da parte di milizie riconducibili al governo sudanese è da salutare con favore. L'arida regione sud-occidentale ha subito le scorrerie di bande che hanno ucciso, violentato, saccheggiato, costringendo alla fuga centinaia di migliaia di abitanti. Non sarà facile accertare responsabilità e, mentre esplode la violenza nell'Iraq molto più "coperto" dai media, la situazione del Sudan non attirerà l'interesse della opinione pubblica mondiale.

Eppure in questo grande Paese, da decenni si combatte e si muore. Il Sud cristiano e animista è stato oggetto di durissima repressione da parte della componente araba che detiene il potere a Khartum. Il tentativo di islamizzare la regione, contesa anche per le riserve petrolifere, è degenerato in una catastrofe umanitaria, le cui cifre spaventose riportiamo (e non è la prima volta, benché qualcuno pretenda di avere il monopolio della denuncia) in questa pagina. Le agenzie delle Nazioni Unite inviano preziosi aiuti umanitari ma nessuna concreta ed energica azione politica è stata attuata. Le mediazioni tra le parti sono utili ma a volte costituiscono una risposta troppo debole. Che l'inchiesta in Darfur sia il segno di un cambio di linea.