Avvenire, 28 aprile 2004
Gestiva siti Internet che incitano al jihad
Webmaster saudita alla sbarra negli Usa
Da New York
Un webmaster che gestisce le pagine su Internet di siti che incitano alla guerra santa islamica e agli attacchi suicidi, deve essere a sua volta ritenuto un terrorista? È il quesito a cui deve rispondere un tribunale dell'Idaho, negli Stati Uniti, di fronte al quale viene processato uno studente saudita incriminato per una serie di reati di terrorismo. Sami Omar al-Hussayen, 34 anni, padre di tre figli, è uno studente che stava cercando di prendere un diploma in informatica all'università dell'Idaho a Boise. Subito dopo l'attacco all'America dell'11 settembre 2001, fu protagonista nel campus di manifestazioni contro il terrorismo, da lui bollato come un affronto all'islam. Ma l'Fbi lo scorso anno l'ha arrestato, accusandolo di aver aiutato il terrorismo con le sue doti informatiche. Hussayen figura come webmaster, cioè responsabile tecnico, di siti Internet che lodano gli attacchi suicidi in Cecenia e in Israele, ma i suoi avvocati e una serie di organizzazioni per i diritti civili scese al suo fianco sostengono che non condivide i contenuti di quelle pagine web. Il ministero della Giustizia americano lo ha incriminato accusandolo di aver raccolto fondi per enti di beneficenza islamici noti per essere collegati con organizzazioni terroriste e di aver fornito assistenza sul piano tecnologico ad ambienti fondamentalisti. Il processo, nel quale Hussayen si è proclamato innocente, dovrebbe concludersi a giugno e viene visto con un nuovo test sull'attuazione del Patriot Act, la legislazione speciale antiterrorismo sottoposta ad attacchi da parte delle organizzazioni per i diritti civili.