RADIO VATICANA-Radiogiornale / IL PAPA E LA SANTA SEDE, 28 aprile 2004
LA COMPLETA FIDUCIA IN DIO NEL TEMPO DELLA TRIBOLAZIONE LIBERA IL FEDELE DALL’ASSALTO DEL MALE: COSI’ IL PAPA OGGI DURANTE L’UDIENZA GENERALE IN PIAZZA SAN PIETRO
La fiducia in Dio nel tempo della tribolazione libera il fedele dall’assalto del male: è il messaggio lanciato dal Papa oggi durante l’udienza generale in una assolata piazza San Pietro. Al centro della catechesi la preghiera dell’innocente perseguitato tratta dal salmo 26. Circa 15 mila i pellegrini presenti, giunti da tutto il mondo. Il servizio di Sergio Centofanti.
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"Nel giorno tenebroso dell’assalto del male" occorre abbandonarsi con fiducia nelle mani del Signore "che salva nella prova e sostiene durante la bufera". Il Papa spiega il salmo 26 che presenta una situazione drammatica in cui il fedele è assalito da nemici, avversari, falsi testimoni ed è perfino abbandonato dai genitori; ed esorta alla vigilanza avvertendo che non si può dimenticare chi c’è dietro le manifestazioni del male:
"C’è nel mondo un male aggressivo, che ha in Satana la guida e l’ispiratore".
Ma il salmista invita a riporre con coraggio la propria fiducia in Dio: "Spera nel Signore – dice – sii forte, si rinfranchi il tuo cuore e spera nel Signore".
"Anche nella solitudine e nella perdita degli affetti più cari" – sottolinea il Pontefice – il credente "non è mai totalmente solo perché su di lui si china Dio misericordioso" come afferma un celebre passo del profeta Isaia, che assegna a Dio sentimenti di compassione e di tenerezza più che materna: "Anche se ci fosse una donna che si dimenticasse – scriveva il profeta – io invece non ti dimenticherò mai!" .
"A tutte le persone anziane, malate, dimenticate da tutti, alle quali nessuno farà mai una carezza ricordiamo queste parole, perché sentano la mano paterna e materna del Signore toccare silenziosamente e con amore i loro volti sofferenti e forse rigati dalle lacrime".
Giovanni Paolo II esorta dunque ad avere, anche in mezzo a tante avversità, "una certezza indiscussa, quella di poter contemplare la bontà del Signore", il volto stesso di Dio. E nella liturgia e nella preghiera personale – ha aggiunto – "ci è concessa la grazia di intuire quel volto che non potremo mai direttamente vedere durante la nostra esistenza terrena". Quel volto divino che potremo contemplare solo nell’incontro definitivo dell’eternità, come dice San Paolo: "Allora vedremo a faccia a faccia".
Nei saluti finali dell’udienza generale il Papa ha rivolto un nuovo augurio di pace per questo tempo pasquale e poi ha ricordato che domani si celebra la festa di Santa Caterina da Siena compatrona d’Italia e d’Europa. Rivolgendosi in particolare ai giovani, ai malati e ai nuovi sposi, li ha esortati a seguire l’esempio di questa grande santa per essere perseveranti nella fede e dare in ogni situazione una generosa testimonianza a Cristo e al suo Vangelo.