Corriere della Sera, 4 maggio 2004

Il 2003 anno insanguinato per i giornalisti di guerra: 42 uccisi

RAPPORTO SULLA LIBERTA’ DI STAMPA

MILANO — Nel 2003 sui fronti di guerra sono stati uccisi 42 giornalisti, il più alto numero dal 1995 a oggi. Secondo il rapporto annuale di Reporters sans frontierès, presentato in occasione della Giornata internazionale per la libertà di stampa, 1.460 inviati sono stati aggrediti o minacciati, altri 766 messi sotto inchiesta, 130 sono attualmente prigionieri. I giornalisti sono stati uccisi principalmente in Asia e in Medio Oriente. L’Iraq è considerato, attualmente, il paese più a rischio per i reporter.

Ma anche in Africa si corrono gravi pericoli. Il rapporto non dimentica di affrontare lo spinoso tema della libertà di stampa nel mondo. I Paesi in cui i governanti non rispettano il diritto all’informazione salgono a 37: all’elenco si sono aggiunti il Pakistan, le Maldive e Tonga.

Ma in cima alla lista rimangono Cuba e la Cina, i due paesi in cui i giornalisti finiscono più facilmente in carcere. Secondo l’inviato del Corriere della Sera Ettore Mo "ci sono pochi, anzi non c’è nessun miglioramento".