Avvenire, 4 maggio 2004
ASSEMBLEA DELLA CEE
"Una Chiesa vigorosa nella sua identità non potrà mai costituire una minaccia per lo Stato"
Zapatero punta a rinegoziare
I vescovi si allertano
Il nuovo governo di Madrid sta per varare una legge che riconosce le unione gay, estende i casi nei quali è possibile ricorrere all’aborto e rivede la normativa riguardante l’ora di religione
Da Madrid Michela Coricelli
Dialogo e collaborazione nell'assoluto rispetto della aconfessionalità dello Stato e del diritto di libertà di religione. Lo ha ribadito il presidente della Conferenza episcopale, il cardinale Antonio María Rouco Varela, inaugurando l'assemblea plenaria della Cee: a poco più di un mese dall'insediamento del nuovo governo socialista, dopo aver ricordato l'orrore delle stragi terroristiche dell'11 marzo, l'arcivescovo di Madrid ha affermato che "uno Stato cementato in modo solido sui principi della giustizia e della libertà non sarà mai di ostacolo per la missione della Chiesa". A sua volta, "una Chiesa vigorosa nella sua propria identità non potrà mai costituire una minaccia per uno Stato giusto e libero", al contrario, "apporterà elementi validi per la vitalità della convivenza democratica".
I vescovi ribadiscono i principi del Concilio Vaticano II: "La Chiesa cattolica in Spagna non desidera privilegi e rispetta l'indipendenza e l'autonomia della comunità politica". Ma questo non significa rinunciare alla guida spirituale e morale. Dal documento emergono "Alcuni argomenti oggetto di preoccupazione nell'attualità", in particolare l'insegnamento della religione nelle scuole, i matrimoni fra omosessuali e l'aborto.
Il governo del Psoe ha annunciato la paralisi della legge sulla qualità dell'educazione approvata dal Partito popolare, in cui alla religione (e alla sua versione laica veniva riconosciuto lo status di materia scolastica a tutti gli effetti. "Una soluzione soddisfacente - afferma la Conferenza - pur non essendo l'unica". "Abbiamo fiducia nella via del dialogo", dice il documento: "Perchè non dovrebbe essere possibile rispondere alla domanda di un'altissima percentuale di genitori che, esercitando un loro diritto costituzionale, sollecitano l'insegnamento della religione per i loro figli? Non si tratta di privilegiare nè discriminare nessuno": è il "diritto basico" all'educazione. Naturalmente, sottolinea Rouco Varela, "né la legge stabilisce che l'inse gnamento della religione cattolica sia obbligatorio, né noi lo chiediamo", ma chi sceglie quest'opzione deve poterlo fare in condizioni "non discriminatorie".
Secondo elemento di "preoccupazione": "il regolamento dell'istituzione matrimoniale". Dopo aver ricordato che il matrimonio, "generando ed educando i figli, contribuisce alla crescita e alla stabilità della società", il documento afferma che "alla convivenza degli omosessuali" "non si può riconoscere una dimensione sociale simile".
Nel programma del nuovo governo socialista c'è la regolarizzazione delle unioni gay. "Non si tratta di negare i diritti legittimi di nessuno - sostiene la Cee - al contrario, si tratta di difendere in modo coerente i pieni diritti della famiglia, tema di importanza vitale per il presente e il futuro della società spagnola". L'ultimo punto riguarda l'aborto: in Spagna la depenalizzazione è limitata a tre casi, ma l'esecutivo di Zapatero vorrebbe ampliare la legge. L'arcivescovo di Madrid ha ricordato che nell'ultimo anno sono stati effettuati quasi 80mila aborti. Un "vero allarme sociale": "la situazione non deve peggiorare, ma dovrà migliorare per il bene di tutti. Non si tratta di una questione peculiare dei cattolici, bensì di elementare umanità".