Avvenire, 15 maggio 2004

Tra i nuovi santi il monaco Al-Hardini, un mistico in ginocchio per il Libano

Tra i nuovi santi che il Papa proclamerà domani c’è anche il monaco libanese maronita Nimatullah Al-Hardini. Nato nel 1808 a Hardin, nel Nord del Libano, a vent’anni entrò nell’Ordine Libanese Maronita. Al-Hardini dedicava tutto il tempo disponibile, anche quello destinato al riposo, alle visite al Santissimo Sacramento. Lo trovavano in chiesa, inginocchiato, le mani levate in forma di croce, gli occhi fissi al Tabernacolo, immobile.

Soffrì con il suo popolo durante le due guerre civili del 1840 e del 1845, che prepararono i sanguinosi avvenimenti del 1860, quando molti monasteri verranno bruciati, molte chiese devastate e molti cristiani maroniti massacrati. In questa situazione la preghiera divenne espressione del suo sforzo di mantenersi fedele a Dio, che non cessa mai d’amare gli uomini.

Al Hardini domandava spesso l’intercessione della Vergine Maria per il Libano e per il suo Ordine. Recitava il Rosario ogni giorno, non si stancava mai di ripetere il Nome di Maria, invocandola giorno e notte, praticava il digiuno in suo onore tutti i sabati e le vigilie delle sue feste, aveva particolarmente cara la devozione all’Immacolata Concezione. Nel 1845 venne nominato dalla Santa Sede Assistente generale dell’Ordine. Morì nel 1858, a 50 anni.